Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia religiosa. Epistolari. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <352>
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Paolo Carusi
polemiche, se si considera che appaiono nello stesso numero de LAr-tnonrk. che aveva ospitato la lettera del Beckx: Appena uscite per le stampe le nobilissime Lezioni indicate nel titolo, VArmonia ne dava l'an­nunzio col sommario del Discorso preliminare. Ora, presa notizia del­l'opera, ne diremo, secondo avevamo promesso, l'indole, il merito e Jifcle che può deriderne a chi desideri rendere fruttifera, soave e at­traente la parola divina [...]. Il Curci non ha aperto una via nuova, anzi ha battuto l'antica, ma l'ha percorsa col suo ingegno, colla sua dottrina, colla sua parola spigliata e incisiva. Sebbene la cattività d'una celebre nazione, trasportata in terre barbare e da barbari principi, le persecuzioni e la condanna nel capo del santo Tobia, offrissero un campo alla politica, il P. Curci se ne astenne lodevolmente. E qui deponiamo la penna .
Visti i commenti della stampa intransigente fiorentina alle vicende del Curci, passiamo ora ad esaminare come, invece, veniva considerato il gesuita napoletano dal periodico transigente e concilia torista Rivista Universale L'autorevole mensile fiorentino, diretto dal Salvago, non de­dica al Curci molto spazio e ciò lascia pensare che, negli anni 1872-1877, il gesuita napoletano non fosse particolarmente stimato negli ambienti conciliatoristi. Per il periodo in oggetto, sulla Rivista Universale, sono rintracciabili solo tre articoli che riguardano il Curci; il primo, apparso nel numero del settembre 1872,36) consta in un semplice trafiletto di Cronaca: Una società promotrice proponeva la fondazione in Pisa d'una pensione universitaria. Non piaque a tutti tal disegno, ispirato dal gesuita P. C. M. Curci; per ciò per due sere vi furono dimostrazioni di piazza offensive alla libertà con grida e clamori e percosse ad un povero prete di Velletri, essendosi creduto fosse l'anzidetto padre. Ora quella città è tornata tranquilla, e fu annunziato che tale pensione non si fonderà .
Dopo questo trafiletto, il nome del Curci riappare solo nel giugno 1876, in un breve articolo di Bullettino Bibliografico-,2 soffermandosi Sul carattere battesimale di Sebastiano Casara, l'autore, che si firma con la sigla G. R., si sofferma sulla rivalutazione che il Casara fa della dot­trina rosminiana e aggiunge: Che un tal bisogno sia vivo ed urgente niuno sarà che il voglia negare se perfino un gesuita, il p. Curci, anno­vera tra le cagioni della incredulità e della empietà presente quel manco assoluto di buona filosofia, nel quale furono educate le ultime generazioni
35> Sulla Rivista Universale si vedano le due interessanti opere di O. CONFES­SORE, Cattolici col papa, liberali con lo statuto . Ricerche sui conservatori nazio­nali (1863-1915), Roma, Elia, 1973; In., I cattolici e la fede nella libertà, Roma, Studium, 1989.
) Rivista Universale, settembre 1872 (voi. 16), p. 241; artìcolo non firmato.
> Ivi, giugno 1876 (voi, 23), p. 762.