Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia religiosa. Epistolari. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <355>
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Carlo Maria Cura
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né tampoco ne saprà: e lo avverte, perché il silenzio non sembri assenso e molto meno disprezzo. Egli da molto tempo non guarda Giornali e, men di tuttofa potrebbe farlo ora che ha in animo di applicarsi ad un altro lavoro biblico: forse sopra i Salmi. Pregherà nondimeno un amico, che ha molta mano in quella stampa, di ammonirlo nel caso vi fosse cosa veramente grave, di cui paresse necessario darsi pensiero .
Se l'analisi della stampa cattolica fiorentina ci porta quindi a pren­dere le distanze dall'astiosa interpretazione della pubblicistica gesuita di fine Ottocento, è bene sottolineare che negli ultimi anni Giandomenico Mucci, attento studioso del pensiero curciano,43) ha ripreso un'interessante teoria del Bonghi,44* teoria che vede nel pensiero del Curci un progetto politico , sempre subordinato però ad un progetto religioso .
Per Curci, un reale rinnovamento cristiano della civiltà è condizione basilare per il rinnovamento politico degli stati: questa pregiudiziale religiosa nel pensiero politico curciano ,45) ha notato il Mucci, è riscon­trabile già in Sette libere parole* e rimane una costante fino al Socia­lismo cristiano. È bene sottolineare, infine, che il Mucci, riprendendo la teoria bonghiana, non intende certo svalutare l'originalità e la validità del pensiero politico curciano, ma cerca solo di ricondurlo all'interno di un progetto di diverso significato: la ricristianizzazione delle società moderne. È proprio riallacciandosi alla teoria del Bonghi, e poi del Mucci, che le Lettere del padre Curci giungono a noi come testimonianza pre­ziosa, al fine di chiarire la reale personalità del Curci stesso e la sua importanza essenziale all'interno del movimento transigente e conciliato-lista. La partecipazione attiva dei cattolici alla vita politica del paese e la loro confluenza in un partito47) di ispirazione cattolica,48* sono punti rondamentali del pensiero curciano, e la lettura dei carteggi del gesuita
49 Riguardo alle opere del Mucci, v. nota 1.
**) Vedi R. BONGHI, Il Vaticano Regio, cit.
4S) Vedi G.D. Mucci, C.M. Curci il fondatore, cit., p. 23.
*> Ginevra, Berthier-Guers, 1849.
**) Il Mucci ha acutamente notato che se il Curci, fino al 1877, si augurava un ingresso dei cattolici esclusivamente in un partito conservatore, il suo pensiero nel periodo che va dal Moderno dissidio (1878) al Socialismo cristiano (1885), [...] sembra aver conosciuto un'interessante evoluzione [...]. I cattolici sarebbero en­trati in maggioranza nello schieramento conservatore, ma non era esclusa una doro limitata partecipazione allo schieramento progressista. Vedi G.D. Mucci, C.M. Curci, il fondatore, cit,, p. 59.
**) Curci, nelle sue opere, auspica la formazione di un partito di ispirazione cattolica e rifiuta l'idea di partito cattolico: I cattolici entrerebbero nella vita pub­blica non per formarvi un Partito Cattolico; Dio li guardi da codesta assurdità strana, che accoppia alla parte come attributo il tutto , vedi La nuova Italia, cit., p. 107.