Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia religiosa. Epistolari. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <356>
immagine non disponibile

356
Paolo Carusi
napoletano non mette ciò mai in discussione: le Lettere del padre Curci, però, arricchiscono la nostra conoscenza riguardo agli aspetti più recon­diti del pensiero curciano e, sostanzialmente, confermano l'intuizione avuta dal Bonghi nel 1884.
Tre principali impressioni si ricavano dalla lettura dei carteggi cur-ciani: una profonda solitudine del gesuita, dovuta soprattutto all'astio degli zelanti nei suoi confronti, negli anni 1877-1891; una assoluta devozione verso Leone XIII, considerato la sola autorità della Chiesa propriamente detta ; e una sorta di scarso interesse per l'attualità po­litica.
Astio degli zelanti e solitudine del Curci
Recentemente alcuni studiosi, come G. D. Mucci e G. Martina, hanno notato una forte tendenza al vittimismo nel carattere del padre Curci; a conferma di ciò, è bene osservare che anche i carteggi curciani portano delle notevoli testimonianze riguardo alla vita solitaria e ritirata del ge­suita napoletano, dopo l'acuirsi della crisi con i Superiori della Com­pagnia di Gesù. Dal 1877, in effetti, padre Carlo Maria si troverà ad essere completamente solo e dovrà combattere contro una sorta di per­secuzione che, da parte intransigente, si organizzerà ai suoi danni e che tenderà a colpirlo, spiritualmente, con l'avanzare dubbi sulla sua obbe­dienza alle direttive del Magistero Ecclesiastico, ed economicamente, con quella che Flora Furati ha definito congiura del silenzio 49) per dan­neggiare la vendita dei suoi libri.
Ecco come, ad esempio, nel gennaio 1877, il padre Curci riferisce di questa persecuzione:
...In questi giorni il Signore mi ha visitato con una grande tribolazione, nata fuori e cresciuta dentro, della quale sarebbe lungo e forse inutile dirvi le cagioni ed il modo; vi basti sapere che, per effetto di quella, probabilmente non anderò a Milano per la Quaresima. Devo tuttavia aggiungere che Iddio mi ha data molta grazia per portare con tranquilla rassegnazione questa croce, per amore di ciò che io credo la verità e il bene ...50)
Il mese successivo il Curci ritornava sull'argomento:
... La sustanza è che il partito del trionfo miracoloso, certo e vicino,
) Vedi F. FuaÀTi, op, cit., p. 501.
M) Copia di lettera del 29 gennaio 1877, a Franceschina Sofio, da Firenze, in Lettere del padre Curci, custodite presso la Biblioteca del Senato della Repubblica (d'ora in poi B.S.R.).