Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia religiosa. Epistolari. Secolo XIX
anno
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1996
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pagina
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357
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Carlo Maria Curci
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non mi perdona di averla indovinata, ed ha ottenuto da Milano di farmi qui, dai Superiori, interdire quel Quaresimale ...S1)
Ovviamente, dopo l'uscita del Curci dalla Compagnia di Gesù, avvenuta il 23 ottobre 1877, l'astio degli zelanti nei confronti dell'ormai ex gesuita non può che aumentare.
Ecco come il Curci racconta alla nipote Franceschina, il 29 ottobre 1877, gli avvenimenti della settimana precedente:
...Il Signore ha disposto così; e siane benedetta la sua santissima volontà! così dico io; e così vorrei che dicessero con voi quanti mi vogliono bene. Io sono più che sicuro che dalla parte mia è stata non permissione, ma positiva volontà di Dio, per cavarne un certo prestigio alla Chiesa, il quale, da gesuita, non avrei potuto renderle. Ho fatto, dalla mia parte, quanto potevo per ischivare questo colpo: rinunziavo a predicare, a scrivere, a mostrarmi; promettevo di neppure toccare in privato quelle materie. Inutile! Si volle che io riconoscessi come dottrina della Chiesa, alcuni giudizi politici che io tengo per falsissimi. Qui dovetti fermarmi, e lasciare che seguisse quello che è seguito. Ma ciò che in questo fatto stupisce e consola è che, mentre il cardinale Simeoni mi affermava in Roma che il Papa nulla avea ordinato per quest'affare, il Generale, a Fiesole, dava quei fieri colpi dicendo che vi era costretto dagli ordini del Papa ...52*
Dopo la pubblicazione de II moderno dissidio, l'isolamento e il conseguente sconforto del Curci aumentano vistosamente; il 16 febbraio 1880 padre Carlo Maria scriveva al fratello Luigi:
... Quanto a me non so che dirvi. Io vivo affatto separato dal mondo, quanto non vissi mai, e non so più niente: meno di tutto mi curo di sapere ciò che si pensa e si scrive di me e delle cose mie: pensate se io voglia rispondere al Bonghi o ad altri censori meno discreti di lui. Mi sono fatto moralmente assassinare, ed una delle mie grandi consolazioni, secundum Deum, è godermi gli effetti di quell'assassinio ...53)
Sempre al fratello Luigi, in data 15 marzo 1880, il Curci riprendeva l'argomento:
... Io non ho più relazioni con nessuno: vivo in questo mondo come se vi fossi entrato ieri; ed in Napoli sto' come starei a Pietroburgo o a Mosca; anzi un po' peggio, perché colà non vi sarebbero a soffiarmi contro apprensioni sinistre,
30 Copia di lettera del 7 febbraio 1877, a Franceschina Sofio, da Firenze, in B.S.R,
S) Copia di lettera da Firenze, in B.S.R.
s) Copia di lettera da Napoli, in B,S,R.