Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia religiosa. Epistolari. Secolo XIX
anno
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1996
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Carlo Maria Curci
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italiano, tra il 1880 e il 1887, non bisogna dimenticare che egli, però, si dimostrò, fin dalla sua nomina a Segretario di Stato, assolutamente contrario alla strategia conservatrice-nazionale, alla quale il Curci aveva, con II moderno dissidio, dato un cospicuo contributo; a conferma di ciò, è bene ricordare che la sostituzione del Nina col Jacobini fu [...] giudicata da Paolo di Campello e dai suoi amici come il segno più evidente di una radicale svolta della politica pontificia in senso contrario alle loro antiche speranze .75)
Se dunque Jacobini, nominato Segretario di Stato, si mostrava contrario alle proposte curciane del 1878, a maggior ragione egli non poteva accettare le posizioni che l'ex gesuita aveva maturato a partire dal 1879, accentuando i suoi toni polemici nei confronti della Santa Sede. A testimonianza del mutato clima tra l'ex gesuita e la Segreteria di Stato vaticana, riporto qui una lettera inviata dal Curci, il 21 maggio 1881 (quindici giorni prima, quindi, della pubblicazione della Nuova Italia), al cardinal Jacobini, nella quale al tono accomodante ed ossequioso usato col Franchi, si sostituisce un distacco garbato, ma freddo, con il quale il Curci rifiuta le, non megio precisate, offerte del nuovo Segretario di Stato:
Eccellenza R.ma
La ringrazio ben di cuore della carità, onde l'È. V. si è degnata preoccuparsi della povera mia persona. Ma veramente io per ora non manco del necessario, e se qualche privazione soffro del conveniente, ciò mi pare molto conforme alla povertà religiosa che professo: modeste limosine di Messe mi sono per lo più fornite dal P. Generale dei Francescani. Con ciò non intendo ricusare la generosa sua offerta: solo la prego a sospenderne, se è possibile, l'attuazione fino alla metà del p.v. mese, quando io, Deo dante, sarò in Napoli. Allora, considerata bene la cosa innanzi a Dio, e consigliatomi con chi dirige la mia coscienza, le potrò dare una risposta decisiva.
Intanto, pieno di riconoscente ossequio, le bacio il sacro anello e, domandandole la sua benedizione, mi raffermo dell'Eccellenza V. R.ma.
Umilissimo figliuolo e suddito in G. C. C.M. Curci Sac.76>
Il fatto che i rapporti tra il Curci e la Segreteria di Stato fossero peggiorati col passaggio dal binomio Franchi-Nina a Jacobini, non inficiò i buoni rapporti tra il Curci e Leone XIII: l'ex gesuita in effetti conti-
TO Vedi F. PONZI, La Chiesa e lo Stato italiano, in La Chiesa e la società in-austriale (1878-1922), voi. XXII della Storia della Chiesa, a cura di E. GUERRIERO e A. ZÀMBARBIERI, Roma, ed. Paoline, 1990, pp. 279-280.
W In A.S.V., Segreteria di Stato, anno 1884, rubrica 9, fascicolo 2, e. 20.