Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia religiosa. Epistolari. Secolo XIX
anno
<
1996
>
pagina
<
366
>
Paolo Cmm
nuerà ad avere immensa fiducia nel Pontefice e nella sua autonomia dalla Segreteria di Stato e dal Collegio dei Cardinali.77*
Nel periodo 1883-1884, se le missive del Girci ai familiari continuano ad attestare la profonda devozione dell'ex gesuita verso Papa Pecci, è interessante notare come, dopo la pubblicazione de II Vaticano Regio, il Curci si disinteressi delle violente critiche che da più parti gli piovono addosso e dia validità soltanto alla parola del Pontefice:
...Voi nondimeno, potete stare tranquilli sul conto mio, sapendo che, col crescere la malevolenza degli uomini verso di me, cresce nella stessa proporzione, la bontà divina [...]. La sola cosa nuova, che sperimento in me, è un desiderio sempre più vivo di sloggiare da questa povera terra d'esilio, per andare presto nella patria vera [...]. È un gran fatto che, da oltre un mese e mezzo, non sia stata proibita: la Nuova Italia lo fu dopo soli sette giorni! Se l'Autorità Ecclesiastica tacesse, sarebbe un passo immenso verso la verità ...'
Lo stesso 29 gennaio 1884, giorno in cui il Curci aveva scritto questa missiva, mons. Cecconi, arcivescovo di Firenze, inviava una lettera circolare al popolo della sua diocesi*8 condannando il Vaticano Regio; malgrado questa condanna ufficiale, il tono usato dal Curci nelle lettere
TT) Convinto sostenitore, invece, dell'assoluta dipendenza di Leone XIII dal Collegio dei Cardinali era il vaticanista liberale Raffaele De Cesare, che espose la sua teoria in vari articoli apparsi sul giornale romano La Rassegna, nel 1882. Gli articoli del De Cesare {Simmaco) sono stati <poi inseriti in C. WEBER, Quelle una studien tur Kurie una zur Vatikanischen politik unter Leo XIII, Tubinga, 1973, pp. 209-352.
w) Oltre agli opuscoli critici già citati (v. nota 15), vedi pure tutti gli atti di protesta contro II Vaticano Regio inviati dai fedeli di, tutta Italia in Vaticano e custoditi in A.S.V., Segreterìa di Stato, anno 1891, rubrica 3, fascicolo 4.
Copia di lettera a Franceschina Sono da Firenze, del 29 gennaio 1884, in B.S.R.
*9 La lettera di mons. Cecconi così recitava: Fratelli e figli dilettissimi [...] accoglierete volenterosi i comandi e i santi desideri del Vicario di Gesù Cristo, ripristinando nelle vostre famiglie l'antica e cara costumanza di ripetere ogni giorno in comune il Santo Rosario [...] e voi soprattutto, carissimi Confratelli nel sacerdozio, raddoppiate di zelo e di fervore per la salvezza dell'anime, e risvegliate in voi stessi sempre più vivo lo spirito di orazione, dal quale grandi beni s'impromette la Chiesa, nostra Madre [...]. Non è mestieri ch'io additi quale stolto conato debba oggi essere rintuzzato da voi. Perocché è chiaro argomento della vostra incrollabile fede la nobile indignazione che tra Voi, i primi, lo dico a vostra lode, si svegliò e ogni dì più si manifesta e trabocca, a causa del grande scandalo testé suscitato in mezzo a noi per la pubblicazione di uno scritto che un labbro augusto indicò come indegno, col quale vorrebbcsi con arte insidiosa rovesciar sulla Chiesa la colpa dei mali che, per cagione de' suoi nemici, essa soffre e deplora. Deh! preghiamo il Padre delle misericordie per l'infelice che vergò quelle pagine. Copia conservata presso l'Archivio ArdvescovMe di Firenze (d'ora in poi A.A.F.), Filza di Cancelleria, 1883-1884 (i documenti sono catalogati in ordine cronologico).
366