Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno <1996>   pagina <377>
immagine non disponibile

AMICI SCOMPARSI
GIUSEPPE TRIGOLI
Il 1 dicembre 1995 si spegneva nella sua casa di Palermo, tra l'amore e la disperazione di chi gli volle bene, consumato da una malattia crudele e dolorosa, il prof. Giuseppe Tricoli, presidente del Comitato di Palermo, docente di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche del­l'Università di Palermo.
Allievo di Gaetano Falzone, suo maestro e predecessore, si sforzò di inserire la storia e la cultura siciliana nel più vasto ambito nazionale ed europeo; fu perciò orgoglioso di documentare la partecipazione attiva del suo popolo all'epopea risorgimentale, fin dal 1848, quando esso scelse la soluzione federalistica, rompendo i ponti con il vecchio separatismo vel­leitario e inserendosi nella corrente unitaria nazionale, per continuare poi nel 1860, quando i picciotti siciliani scesero in massa dalle montagne ad ingrossare i manipoli garibaldini, costituendo poi, con i vari Corrao, La Masa, La Porta, la colonna portante di quell'esercito meridionale che sarebbe stato capace di conquistare un Regno. Documentò gli entusiasmi suscitati da Garibaldi fra le masse nel suo Garibaldi e la Sicilia nel 1860 e l'apporto determinante della cultura aristocratica siciliana al cambiamento istituzionale in Un intellettuale palermitano nel tramonto della cultura siciliana, introdu­zione a Pietro Villasevallios, Palermo felicissima.
Giuseppe Tricoli era nato a Comiso, in provincia di Ragusa, da famiglia della media borghesia impiegatizia, il 26 settembre 1932. Nella cittadina ragusana visse fino a 14 anni, per poi seguire il padre, bancario, e la fami­glia a Palermo dove rimase fino alla fine. Si laureò in Lettere e Filosofia con il compianto Virgilio Titone, discutendo una tesi su Il pensiero ultra­montano in Sicilia , con la quale ottenne il massimo dei voti, la lode e il diritto alla pubblicazione della tesi. I suoi successi universitari gli permi­sero di vincere una borsa di studio del Ministero degli Esteri per un bien­nio di ricerche presso gli Archivi storici spagnoli di Madrid e Simancas. Dal soggiorno spagnolo scaturì l'opera che lo avrebbe reso famoso a livello internazionale, La deputazione degli stati e la crisi del baronaggio siciliano (sec. XVI-XIX) ed altri saggi posteriormente pubblicati (Una battaglia par­lamentare nella Sicilia del secolo XVII-, Le relazioni del Regno di Sicilia nel