Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno <1996>   pagina <380>
immagine non disponibile

LIBRI E PERIODICI
GIORGIO SPINI, Studi sull'evangelismo italiano tra Otto e Novecento; Torino, Claudiana, 1994, in 8, pp. 262. L. 33.000.
A pochi anni di distanza dall'importante lavoro sulle Origini del socialismo (Torino, Einaudi), Giorgio Spini ci offre questa utile raccolta di suoi studi sul­l'evangelismo italiano. Utile in primo luogo poiché i suoi tanti studi dedicati alle vicende dei protestanti italiani sono sparsi in periodici di non sempre agevole consultazione. Questi studi attestano insieme la passione di storico e quella di protestante impegnato: impegno e passione che nello Spini si fondono in modo esemplare e assai raro. Infatti, la passione non va mai a scapito della serietà della ricerca storica, che è basata sempre su di una documentazione scru­polosa e accuratissima. Nella Prefazione, Spini sottolinea come gli scritti raccolti nel volume costituiscano essi stessi dei documenti storici, in quanto attestano il cammino percorso dagli studi di storia del protestantesimo italiano nell'ul­timo quarantennio. E anche per questo è stata opportuna la loro ristampa, ef­fettuata senza aggiunte né alterazioni (salvo tre casi che hanno subito qualche leggero aggiustamento).
Si tratta in tutto di quindici scritti. Il primo è dedicato al Protestantesimo nella formazione del mondo moderno. Vi è contenuto il rifiuto di ogni esalta­zione acritica e di ogni strumentalizzazione della Riforma. Non già scrive Spini perché vogliamo ignorare in che misura le moderne istituzioni liberali e parlamentari siano figlie della Riforma. Ma perché non siamo più tanto certi che da sole quelle istituzioni, pure cosi nobili, siano la panacea universale per tutti i mali di un popolo (p. 9). E tuttavia, aggiunge, lo Stato moderno è lo Stato che è uscito dalla Riforma del secolo XVL Uno Stato il cui potere si fonda non tanto sulla coazione, quanto su una cosciente adesione. Uno Stato che non sorge da una investitura esteriore, sia quella di un pontefice che di un partito di classe, ma fonda la propria autonoma dignità sulla coscienza della propria missione. Uno Stato in cui i governanti sono al servizio dei governati, e non viceversa. Il secondo saggio è dedicato ad un protestante toscano vissuto all'estero nel 700, Giovan Francesco Salvemini. Matematico e filosofo (detto Castillon perché originario di Castiglion Fiorentino) questo personaggio ebbe contatti con logge massoniche (a Firenze e in Svizzera), aderì alla confessione riformata e fu esponente di un cristianesimo liberal-protestante di carattere deci­samente illuministico.
Il terzo e quarto saggio riguardano le Società bibliche nell'Italia del Ri­sorgimento; la Società biblica britannica e quella di Basilea e documentano lo sforzo compiuto dai protestanti per diffondere la Bibbia tra gli italiani nel corso dell'ottocento. Perfino il Mettermeli ne fu preoccupato, come scrisse nelle sue Memorie. Nel 1815 fu fondata la prima Socità biblica a Torre Pellice, con presidente Pietro Geymet, già Maestro Venerabile della loggia massonica di Pi-nerolo nel periodo napoleonico. Gli inglesi diffusero via via le Società bibliche a Malta, a Napoli, a Messina e a Livorno: ovvero nelle città portuali dove