Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno
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1996
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pagina
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381
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Libri e periodici
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attraccavano per motivi commerciali o militari. Un attivo collaboratore della Società biblica britannica fu il calabrese Giuseppe Tartaro, membro della loggia napoletana La Concordia , Tra il 1822 e il 1840 circolarono in Italia poche copie della Bibbia, ma dal 1840 esse furono numerosissime. Si faceva strada, spiega l'A., un'Italia nuova, più vivace intellettualmente (basti pensare ai Congressi degli scienziati). Ebbe inizio, da allora, anche un movimento evangelico, soprattutto in Toscana.
Furono creati depositi di bibbie a Milano, Torino, Genova, Nizza; solo nel biennio 1848-49 ne furono vendute oltre 8.500 copie. Attraverso la Società biblica un certo numero di inglesi presero contatto anche con la realtà politica italiana e, quando appresero che la Repubblica Romana prevedeva la piena libertà religiosa, alcuni cÙ essi ne furono entusiasti. Nel 1860 si potè stampare la Bibbia a Torino, mentre dal 1861 al 1866 vi fu una maggiore diffusione nelle regioni via via liberate. Il 20 settembre 1870, poi, al seguito delle truppe italiane entrate a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, entrarono anche due colportori trainanti un carretto di Bibbie da distribuire.
Abbiamo poi un breve profilo di Gian Battista Passerini (1793-1864), un bresciano che passò dal cattolicesimo al protestantesimo nel 1840 a Zurigo; fu, tra l'altro, traduttore della Filosofia della storia di Hegel e della Città del sole di Campanella. Segue il saggio Nuovi documenti sugli evangelici toscani del Risorgimento, scritto utilizzando il Fondo Prefettura Segreta dell'Archivio di Stato di Firenze. Vi si parla di piccoli gruppi di evangelici di modesta estrazione sociale (muratori, barbieri, braccianti, calzolai, lavoratori del marmo) e àéHe difficoltà da essi incontrate a causa dei controlli polizieschi. Il settimo riguarda i Movimenti evangelici nell'Italia contemporanea, un argomento trattato in precedenza solo dal Manzotti, per la Valle Padana, dal Cerrito, per la Sicilia, e dal Santini per la zona di Bergamo. L'A. informa che dal censimento del 1901 in Italia risultavano 65.000 protestanti (su 32 milioni di abitanti) ;dal censimento del 1911 ne risultavano 123.000 (su 34 milioni). Erano dunque praticamente raddoppiati, anche se circa 16.000 erano di nazionalità straniera. Diverse migliaia di protestanti emigrarono per lavoro, ma altre centinaia di emigranti tornarono dai Paesi d'emigrazione, dove erano divenuti protestanti: e spesso furono questi emigranti di ritorno a fondare piccole comunità, soprattutto nell'Italia meridionale. La ricerca si basa sulla stampa evangelica, su carteggi, ecc. Vi si parla dei valdesi, ma anche dei metodisti, dei battisti, degli avventisti e si sottolinea il ruolo dello sviluppo industriale, a cavallo del secolo, sull'evoluzione del protestantesimo italiano.
In sostanza, per Spini, il protestantesimo avanzò in Italia sull'onda del Risorgimento, e in particolare della sinistra democratica e garibaldina. Ebbe poi una fase di riflusso negli anni '90 dell'Ottocento, con l'aggravarsi delle condizioni delle masse lavoratrici, e poi una nuova fase di espansione che toccò il culmine nell'età gioiittiana. Vi fu una pausa dopo il 1911, specie durante la prima guerra mondiale, poi un nuovo balzo in avanti nel dopoguerra, bloccato durante il fascismo e ripreso nel secondo dopoguerra. L'ottavo scritto contiene un rapido profilo di Ljudevit Vulicevic, un dalmata, ex francescano, che approdò tra i valdesi, di cui fu evangelizzatore, nel periodo dal 1882 al 1916. Vi è poi un saggio su I -movimenti evangelici popolari nelle Puglie, da cui emergono le grandi difficoltà frapposte allo sviluppo delle comunità evangeliche in questa regione: nel 1875, a Bari, scoppiò addirittura una bomba contro il locale di culto evangelico.
Il decimo scritto è dedicato a Gli avventisti in Italia ed è una lunga discussione sul libro di Giuseppe De Meo (del 1980) sulla Storia della Chiesa avvenlista italiana, Chiesa che ha avuto le sue prime comunità a Torre Pellice e a Gravina di Puglia. Segue uno studio dedicato a Gli evangelici italiani di fronte