Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno <1996>   pagina <382>
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382 Libri e periodici
alle leggi razziali, dove si documenta come siano state le Chiese dei Fratelli le prime a capire la pericolosità di quelle leggi. I valdesi furono inizialmente abba­stanza cauti, come si può notare leggendo il periodico La Luce ; ma, dall'ago­sto 1938, questo periodico abbandonò la prudenza, pubblicando un articolo di Mario Falchi dedicato ai grandi debiti (morali, religiosi e spirituali) che l'umanità aveva nei confronti di Israele.
Gli ultimi saggi raccolti nel volume riguardano il ricordo di due figure im­portanti del protestantesimo italiano (Giovanni Miegge e Fernando Geremia) e le persecuzioni contro gli evangelici in tempi più recenti: persecuzioni, sottolinea polemicamente lo Spini, che non vennero sufficientemente stigmatizzate né dalla stampa liberale né da quella di estrema sinistra.
GIAN BIAGIO FURIOZZI
ARRIGO PETACCO, La Signora della Vandea. Un'italiana dia conquista del trono di Francia; Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1994, in 8, pp. 256. L. 29.000.
Francesco I di Borbone (1777-1830) sposa in prime nozze Maria Clemen­tina d'Asburgo, dalla quale ha una sola figlia, Maria Carolina, vedova giova­nissima del duca di Berry, erede al trono di Francia. La vita avventurosa e intensa, che avvia per certi profili il matrimonio con Carlo di Borbone Artois e conclude il secondo sposalizio con Ettore Lucchesi-Palli, principe di Campo-franco, è tanto ricca di situazioni impreviste e imprevedibili che a raccontarla potrebbe apparire un vero e proprio romanzo. La deliziosa principessa, della quale secondo Luigi XVIII rien n'est joli, tout est charmant , è protago­nista di vicende che certamente sono ai margini della storia, ma concorrono a definire un tempo, non molto lontano dal nostro, ma su cui le indagini sono ancora limitate e carenti. Della personalità e dell'attività di questa protagonista s'interessa ora Arrigo Petacco, che pubblica con Arnoldo Mondadori un libro dal titolo: La signora della Vandea. Un'italiana alla conquista del trono di Francia.
A proposito di questa pubblicazione, tre osservazioni preliminari ci sem­brano opportune. La prima riguarda il genere del saggio, che s'inquadra nel filone divulgativo di storia nazionale attraverso il racconto delle gesta dei suoi personaggi più o meno conosciuti e le attività prodotte anche in campo euro­peo. Non indulgendo alla direzione storico-critica, oltre tutto per il taglio de­gli autori che se ne occupano, i volumi di questo tipo hanno buon successo di diffusione, in quanto soddisfano il grosso pubblico. La seconda constatazione attiene alle tendenze della moda attuale, cioè la riscoperta del protagonismo femminile nelle vicende del passato. Le donne diventano sempre più oggetto di indagini conoscitive e, siccome spesso, accanto agli uomini, sono figure di spicco e talvolta comprimarie di valore e pronte all'iniziativa anche politica, colpiscono l'interesse dei lettori appassionati. La terza riflessione prende spunto dalla citazione frequente di questi ultimi tempi del luogo e dei fatti della Vandea. Non è certamente strano, né illogico, che si secondino, anche per moti­vazioni commerciali, le inclinazioni di moda; se ne ricava profitto, sovente im­pensato, anche nel campo della cultura, come succede ora con il libro di Pe­tacco, edito nella fortunata collana mondadoriana Le scie .
Maria Carolina nasce nella reggia di Caserta il 5 novembre 1798; le danno il nome della nonna patema Maria Carolina d'Asburgo, figlia di Maria Teresa d'Austria e sorella di Maria Antonietta di Francia. Ebbene, se si prende per vero quanto è contenuto nell'aforisma nostrano: Chi rinnovi trovi , non poca