Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno
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1996
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pagina
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386
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386 Libri e periodici
SfàiÉJSEPPÉ TARDIO, Rimembranze. Diario di vita politica e amministrativa di un paese del Gargano (1860-1899), a cura di TOMMASO NARDELLÀ e GIUSEPPE BOCCIO (Biblioteca minima di Capitanata, 12); San Marco in Lamis, Quaderni del Sud, 1995, pp Ì65. Ed. f. e.
A cura di Tommaso Nardellà e Giuseppe Soccio è stato recentemente pubblicato il diario di Giuseppe Tardio, medico e uomo politico di S. Marco in Lamis, vissuto tra il 1836 e il 1899, uno dei tanti intellettuali meridionali che durante il processo di unificazione nazionale hanno contribuito all'avanzamento sociale e civile del Mezzogiorno d'Italia.
Il diario, intitolato Rimembranze dei momenti più memorabili della mia vita, è tratto dal ricco fondo documentario dell'archivio di Tommaso Nardellà, e racconta la vita politica e amministrativa di un paese del Gargano attraverso le pagine di un democratico, mazziniano convinto, che partecipò con impegno e passione civile alle contese politico-amministrative della popolosa comunità garganica e della Capitanata fra tradizione e innovazione.
I fatti della reazione borbonica e del brigantaggio a San Marco in Lamis sono descritti con avvincente partecipazione e concreta interpretazione critica degli avvenimenti e del fenomeno suggerendo rimedi e provvedimenti improntati a responsabile saggezza.
Aperto verso le masse più povere, vede però ancora lontano il processo di emancipazione dalle classi egemoni. Convinto assertore dell'unità e dell'indipendenza dell'Italia, ha sempre di mira il riscatto degli umili mediante l'istruzione e l'azione di governo per gli indispensabili miglioramenti delle condizioni di vita civile e sociale, oltre che economica.
A tali finalità è rivolta infatti la sua attività di consigliere comunale e provinciale, di sindaco e di delegato scolastico provinciale, oltre che di presidente della Banca Cooperativa, di socio della Società Economica di Capitanata e di rappresentante del Comune di S. Marco in Lamis nel consorzio per le strade garganiche.
Egli mirò allo sviluppo delle attività produttive, alla costruzione di infrastrutture, dalla pubblica istruzione, che egli considerò importante molla del progresso , alla sanità, dal razionale utilizzo delle finanze comunali alle opere pubbliche, dall'assetto idrogeologico e dalla salvaguardia del territorio alla questione demaniale e alla solidarietà sociale.
La lettura delle pagine del diario e delle note, precedute da una illuminante introduzione dei curatori, rivela la forte tempra di uomo e amministratore amante dei fatti e non di paroloni belli e sonanti . Egli lamenta, fra l'altro, in una popolazione di 18 mila abitanti esserci appena 162 elettori dei quali 63 preti , e che le istituzioni non riescano a <c rendere evidenti e palpabili i beni che vengono da un governo costituzionale .
Critica anche la locale borghesia, sollecita solo a trarre profitto dal controllo della pubblica amministrazione, e auspica il superamento degli egoismi e dello sfruttamento della reazione contro le ingiustizie e le violenze che mettono in pericolo l'unità e la concordia nazionale . Sono parole che acquistano particolare significato anche nel momento attuale.
La lettura di queste pagine di diario, dense di riferimenti ad avvenimenti locali e nazionali, che si consiglia specie ai più giovani, offre un chiaro racconto, anche letterariamente ben costruito, della vita di un intellettuale e uomo politico meridionale, che, ancor oggi, in una società confusa e a corto di veri ideali come la nostra, può costituire un valido esempio di onestà democratica e di equilibrio morale e politico.
Arricchiscono il volume un'ampia documentazione fotografica e l'appendice