Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno <1996>   pagina <387>
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Libri e periodici
costituita da tre documenti, anch'essi inediti, riguardanti la condizione ope­raia, la situazione economica del paese e la storia delle finanze del comune garganico dal 1864 al 1888, un periodo, come si sa, denso di notevoli e im­portanti avvenimenti storici nazionali.
CRISTANZIANO SERRICCHIO
La terza Irlanda. Gli scrìtti sulla Sardegna di Carlo Cattaneo e di Giuseppe Mazzini; Sassari, Condaghes, 1995, in 8 pp. 202. S.p.
Una nuova casa editrice di Sassari ha ripubblicato gli scritti sardi di Maz­zini e di Cattaneo. Il volume, curato da Francesco Cheratzu, si raccomanda, oltre che per l'interesse dei testi, per una densa introduzione di Martin Clark, già allievo di Denis Mack Smith ed ora docente di Storia contemporanea alla facoltà di Scienze politiche dell'Università di Edimburgo, che si rifa agli or­mai classici lavori di Gioele Solari, Alessandro Levi, Enzo Tagliacozzo e Cor­rado De Biase.
H volume riprende nel titolo il detto, che circolava nel 1860-61, secondo il quale il governo piemontese disponeva di tre Irlande con le quali retribuire l'appoggio ed il consenso della Francia all'espansione territoriale del Piemonte: la Savoia, già ceduta, la Liguria, ceduta in parte con la rinuncia alla contea di Nizza, e la Sardegna, cedibile senza troppi rimpianti alla stessa Francia od anche al Papa, per compensarlo dei territori perduti e per facilitare col trasfe­rimento della Santa Sede nell'isola la soluzione della questione romana.
Osserva Martin Clark che nel dare credito alla voce riferita non si teneva conto del fatto che il Regno Unito si sarebbe opposto con ogni mezzo alla cessione della Sardegna alla Francia, preoccupato per la conseguente alterazione dello status quo mediterraneo. Si disse in seguito che si era trattato di un grosso equivoco, promosso ed alimentato dall'Austria: ma intanto i sardi, non tranquillizzati dalle smentite di Cavour (anche l'imminente cessione della Sa­voia e di Nizza era stata smentita), sollecitarono per sventare il temuto ba­ratto l'intervento, oltre che di Garibaldi, rientrato a Caprera, di Mazzini e di Cattaneo, che non furono sordi all'appello.
Scarsa eco ebbero in Sardegna i tre articoli contro la cessione pubblicati da Mazzini il 1, 5 e 11 giugno nell'Unità italiana: solo il primo articolo venne infatti ripreso a Cagliari dalla Gazzetta popolare di Giuseppe Sanna, il quale, a seguito della morte del Cavour, ritenne di non dover ristampare an­che gli altri due. I tre articoli vennero invece ripubblicati nel 1871 dal Cor­riere di Sardegna, diretto allora da Giovarmi Battista Tuveri, che in una nota introduttiva non firmata rivelava l'esistenza di un complotto inteso ad impe­dire con la forza la temuta cessione. Un cotale e cioè lui stesso, scriveva il Tuveri avrebbe pubblicato un opuscolo di circostanza, da ripubblicarsi a Londra tradotto in inglese, di cui si sarebbero impadroniti parecchi giornali di quella metropoli. Avremmo avuto denari, armi, e qualche nucleo d'armati per simulare una resistenza qualunque, onde dare occasione ad un intervento. I Sardi, che respinsero da soli più invasioni francesi, non sarebbero rimasti del tutto indifferenti. Probabilmente non saremmo stati né francesi né italiani ,
Converrà aggiungere che cinque anni dopo la pubblicazione degli articoli di Mazzini, nel 1866, nuovi concreti elementi fecero pensare ad un tentativo della Francia di creare nell'isola un partito favorevole alla cessione: la presenza di agenti francesi venne segnalata nel Sulcis, mentre a Cagliari, come ha ri­cordato or è qualche anno Carlino Sole, vennero diffusi manifestini manoscritti nei quali si invocava un intervento di Napoleone III. Della cosa si interessò
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