Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno <1996>   pagina <389>
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Libri e periodici
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parlamento; lasciar la cura dei loro beni, dei loro ademprivi, dei loro pabarili e stazi, e degli altri loro aviti ministerii ai Sardi: farli responsabili delle pro­prie sorti, sicché non possano più lagnarsi se non di sé stessi, né apprendere adesso a odiare l'Italia come appresero, pur troppo, a odiare il Piemonte : presa di posizione importante, alla quale non mancò di fare riferimento nei decenni successivi il pensiero autonomistico sardo.
È noto che la proposta di Cattaneo ebbe un principio di attuazione nel 1863, con la legge che concedeva 200.000 ettari di terreni ex feudali ad una società italo-inglese, come corrispettivo della costruzione di una strada ferrata da Cagliari a Terranova (Olbia), con diramazioni per Iglesias e per Sassari-Portotorres. In pratica tuttavia, per le numerose contestazioni giudiziarie in­sorte, alla società ferroviaria poterono essere consegnati solo 18.200 ettari che vennero poi restituiti allo Stato: vicenda che Martin Clark rapidamente richiama nel suo saggio, nel quale riesce a cogliere esattamente il punto di vista del Cattaneo e dei liberali del tempo, contrari alla proprietà collettiva della terra, all'agricoltura comunitaria ed agli usi civici. Di diverso avviso era invece un altro repubblicano federalista, il già citato Giovanni Battista Tuveri, che della vita delle popolazioni rurali dell'isola aveva la conoscenza diretta che il Cat­taneo non poteva avere, ma che avrebbero dovuto avere tutti e non solo al­cuni suoi corrispondenti sardi. Puntuali appaiono nel saggio di Martin Clark i frequenti riferimenti ai lavori già citati ed a quelli di Luigi Bulferetti, My­riam Cabiddu, Gianfranco Contu, Maria Corrias Corona, Sebastiano Deledda, Giuseppe Murtas, Leopoldo Ortu, Sebastiano Pola, Virgilio Porceddu, Girolamo Sotgiu e dell'autore dì queste note.
Martin Clark non si limita tuttavia a dare al lettore i riferimenti neces­sari a meglio apprezzare il valore soprattutto politico degli scritti di Mazzini e di Cattaneo, ma porta anche un suo contributo originale, osservando, per esempio, che non è fondata la notizia, riportata da alcuni storici, secondo la quale di una probabile cessione della Sardegna alla Francia avrebbe scritto nel marzo del 1860 il Morning Post di Londra, periodo nel quale il giornale inglese parlò invece solo della cessione di Nizza e della Savoia. Risulta invece confermata la voce che attribuiva al Cavour la dichiarazione secondo la quale ii Piemonte disponeva di tre Irlande. Di passaggio in passaggio, la voce sa­rebbe stata deformata, ed il risultato sarebbe stato quello di attribuire al Cavour il proposito di cedere la Sardegna: proposito che peraltro il grande ministro, fino a prova del contrario, non ebbe.
Martin Clark non manca infine di sottolineare l'interesse ancora attuale che gli scritti di Mazzini e di Cattaneo in qualche modo hanno in un mo­mento nel quale i movimenti nazionalisti sono risorti dappertutto in Europa e la soluzione federale dei problemi costituzionali italiani è all'ordine del giorno per la prima volta dal 1849 : con questo in più tuttavia, che mentre per Mazzini la carta geografica dell'Europa delle nazioni dipingeva non più di 12 paesi [...] attualmente solo nell'Europa occidentale si contano almeno 42 partiti e movimenti nazionalistici.
Molte altre stimolanti osservazioni arricchiscono il saggio di Martin Clark, che tuttavia difficilmente (ma speriamo di essere smentiti dai fatti) potrà giun­gete ai lettori continentali: come ormai diversi decenni di esperienza dimo­strano, i libri nati in Sardegna non riescono a passare il mare, fatta eccezione per le copie spedite personalmente agli amici degli autori e degli editori ed ai recensori. Problema del quale la Regione sarda, che dà un sensibile aiuto alle molte case editrici sorte nell'isola (ci sono più editori che librai, tra l'altro) dovrebbe interessarsi, mentre torna d'attualità la questione meridionale e con essa la questione sarda.
LORENZO DEL PIANO