Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno <1996>   pagina <393>
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Libri e periodici 393
come gli obiettivi di Mensdorff non divergano da quelli del suo predecessore, essi del resto sono condivisi dall'imperatore e dagli altri ministri e osteggiati da Schmerling solo per motivi strumentali. La continuità della linea politica verrà presto messa in discussione dal nuovo contesto nel quale MensdorrI si trova ad operare, caratterizzato daU'acuirsi del contrasto austro-prussiano. Nello stesso arco di tempo in cui maturano le condizioni che renderanno di lì a poco inevitabile lo scontro tra le due maggiori potenze tedesche, continua a porsi inoltre il problema dei rapporti economico-doganali e dello Zollverein. I proto­colli testimoniano anche alcuni aspetti di questa vicenda, e in particolare il con­trasto tra lo schieramento protezionista e quello liberista all'interno dello stesso consiglio dei ministri austriaco; nella sua introduzione Malfèr chiarisce in maniera persuasiva il reale significato del fallimento delle trattative per l'adesione austriaca alla lega doganale: quella che uno storico di una generazione particolarmente sensibile alla deutsche Frage, come Heinrich Benedikt, definisce una Koniggratz economica, di poco anteriore a quella politico-militare, venne considerata un suc­cesso, in termini econormo-commerciali, dagli ambienti protezionisti austriaci, che consideravano l'ingresso nello Zollverein un ostacolo allo sviluppo dei paesi asburgici.
Mentre su un piano di politica estera ed intertedesca la monarchia asbur­gica vive la vigilia dello Schicksalsjahr 1866, in politica interna continuano a porsi i problemi cronici dell'Austria, resi più evidenti dal ritorno al sistema costituzionale, e che Schmerling si era a torto illuso di avere attenuato negli anni immediatamente precedenti. Il roinistro di stato registra alcuni successi parziali, come la convocazione della dieta transilvana, il cui maggiore risultato, e cioè la redazione trilingue dei protocolli dietali, verrà di 11 a poco vanifi­cato daJTAusgleicb, e l'ammorbidimento dello stato d'assedio in Galizia. Inva­riata rimane invece la fisionomia della questione ungherese, la cui gravità emerge dal protocollo del 19 dicembre 1864, nel quale il nuovo cancelliere aulico ungherese Zichy, pur vicino alle posizioni di Schmerling, che l'aveva voluto nel consiglio al posto del suo avversario Forgàch, osserva che era impossibile pensare alla convocazione della dieta in un paese in cui il perdurare dello stato d'assedio e dei tribunali militari e la mancanza di una legge sulla stampa pro­vavano la continuazione di un regime eccezionale.
Di rilevante interesse sono alcuni casi specifici toccati nei Protocolli. Un documento del 3 marzo 1864 riguarda la conferma di Friedrich Stein a decano della facoltà filosofica dell'università di Praga. La designazione dell'evangelico Stein da parte della facoltà boema rappresenta anche una conseguenza dei prin­cipi contenuti nella patente sui protestanti dell'aprile 1861; le critiche che il caso Stein suscita sono uno dei non pochi casi di resistenza opposta all'attua­zione di questo provvedimento (con una grave ferita dei principi costituzionali la dieta tirolese aveva cercato di escludere i protestanti dal godimento del diritto di voto). Il consiglio dei ministri, a maggioranza, supera le obiezioni di coloro che vedevano l'elezione del professore praghese in contrasto con la norma che sanciva il carattere cattolico dell'università della capitale boema. Ma, dopo lo scontro nel consiglio dei ministri, sarà Francesco Giuseppe personalmente a negare a Stein la sua conferma.
Come sempre, alcuni dei testi pubblicati riguardano gli italiani d'Austria. Nel protocollo del 15 ottobre 1863 si discute se ammettere gli studenti tren­tini alla frequenza dell'università di Padova, dove avrebbero trovato un clima ideologico e nazionale molto più effervescente rispetto a quello della loro terra d'origine. Le perplessità sulla frequenza dell'ateneo patavino, espresse da nume­rosi ministri, sono forse tra i motivi che determinano, proprio con l'inizio del semestre invernale 1863-64, l'istituzione dei corsi paralleli italiani nella facoltà di giurisprudenza dell'università di Innsbruck. Le miniere di rame di Agordo e quelle di ferro di Primiero, che il ministro delle finanze Plener vorrebbe