Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <361>
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I (}asi ài Romagna 361
Ma eli: -sangue, pubblicani t*!m gladio! corrotti od ipocrisia oon oupiditè od ira di parto, a ministri del Governo.
Clio piò! La vita nostrale perennemente insidiata dai sicari! del Sanfe­dismo, e da quei: oamefioi oMjn giudizio sommario, o senza ufficio di difesa, o Senza alcuna garanzia por Ì*Jnnocenza, dissostano lo famiglio ed insangoi-mm le terre. Dio ha privalo del senno questi nostri reggitori, perchè colmino 3 misura del soffrire nei popoli, sinché questi ristanrhio il regno della giu­stizia e della puree. Nói corriamo alle armi, perchè ni un altro mezzo ci rimane per ristanrarlo, o le impugniamo colla deliberata volontà di non deporlo se non otteniamo quelle sicure larghezze di vivere civile, tli cui sentiamo il pos­sente bisogno. Di queste armi nostre non debbono aver spavento se non co­loro ohe vivono del pianto del povero e del sangue dell'oppresso. Sono fra­toni nostri tutti quelli ohe amano Dio, il popolo e la giustizia.
IV.
POPOLI DELLO STATO ROMANO
Liberiti civile Governo secolare Orarne pubblico
Fratelli 1 Noi abitiamo una terra benedetta dal Cielo! coi nostri mari coi nostri monti colle nostre ubertose pianure sparse di Città, e di Vil­laggi colla forza, col sentire, coli1 ingegno ohe ci diede natura, dovremmo ossero, quali già fummo, uno dei primi popoli, non che d' Italia, del mondo. Ma ohe siamo ? Lo dicano i mille esuli nostri fratelli, sparsi su tutti i punti del globo, lo dicano i prigionieri sepólti m* noi nostri fortilizii lo dicano lo povere madri vestite di lutto, e condannato a tremare so un'idea generosa lampeggia sulla fronte dei loro tigh' lo dica l'industria languente, il com­mercio impedito, il pensiero soffocato, le chiese cambiate in mercati Solo i suiti, che fanno dell'uomo un cadavere; solo i pubblicani, ohe divorano lo nostre sostanze: solo le milizie straniere, ohe sostengono sulle loro armi prezzolate il sistema dell' oppressione, oaooierànno il grido bugiardo Noi RIAMO FELICI! NÓI SIAMO BELICI? Oh giudichi l'Europa di quanto oi manca! Mentre tutte lo nazioni della cristianità, ohi più ohi meno sono convitiate al banchetto della civiltà, ecco mi popolo costretto a domandare che il governo . civile non sia confuso con quello della coscienza, che lo giustizia sia rego­larmente amministrata, e non da Commissioni militari composte di canibali. che la legge sia eguale per tutti, che la sicurezza pubblica sia guarentita, Òhe 11. danaro del noveri non serva d'alimento agli oziosi, ohe i congressi 'scifentitìci, gli asiiti 'infanzia, lo strade derrate, non siano maledetto come invenzioni infornali E questo popolo è noi centro d'Italia, e coloro che lo governano professano quella santa dottrina, la qnalo racchiude in germe la redenzione universale del mondo! Chi oserà chiamarci ribelli, e turbatori