Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno
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1996
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pagina
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401
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Libri e periodici
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mento poetico del nostro tempo rispetto alle basse aberrazioni della scuola realista che è negazione dell'arte, parto di cervelli impotenti in traccia d'originalità donde l'aspirazione ad un romanzo come libro delle famiglie di tipo inglese con relativo humour, e profondamente storico perché consapevolmente contemporaneo, nel 1887 il terreno del contendere è assai più delicato ed impegnativo, le rivelazioni di Bonghi sulla riluttanza manzoniana ad inserire l'amore quale struttura portante dei Promessi Sposi in modo da far consentire l'animo di chi legge a questa passione, e la lunga confutazione che il Nostro svolge di codesta riluttanza, nella quale scorge, non si sa quanto a ragione, lo zampino di Schopenhauer, e del più acido ed acrimonioso.
Chi dirà che la letteratura non abbia verso questi lettori ardenti il dovere d'insegnar loro come si ama? è il quesito retorico con cui Fogazzaro conclude la sua confutazione: e questa pedagogia dell'amor sublime si collega con quella rivolta agli alunni delle scuole serali in un circolo che non richiede commento.
RAFFAELE COLAPIETRA
La Rerum Novarum e il movimento cattolico italiano (Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia. Università del Sacro Cuore, Milano. Centro di documentazione, Brescia); Brescia, Editrice Morcelliana, 1995, in 8, pp. XXXVI-556. L. 50.000.
Quando si studia il Risorgimento italiano, un solco profondo si scava tra mondo politico italiano e mondo religioso, non solo per ragionare dei contenuti, delle metodologie e dei comportamenti, ma pure per dividere artificiosamente un momento storico, che, per essere interpretato nella sua autenticità, va visto ed approfondito in maniera unitaria ed organica. Il conflitto tra Stato e Chiesa, essenzialmente politico, è un fatto che investe insieme i due mondi e certamente non può essere studiato separandoli: ciò si è fatto finora, secondo noi, dando motivazioni e spiegazioni unilaterali, se non faziose ed improprie. La riprova di quanto diciamo si ha nelle letterature fiorite sul diffìcile e delicato momento della storia italiana, distinte e separate, ciascuna immessa su un percorso suo, finalizzato a dimostrare tesi o antitesi in contrapposizione. Bisogna, invece, convincersi che le interconnessioni delle vicende e la successione che le classifica caratterizzano un fenomeno unico, che, tra l'altro, concorre in maniera determinante alla costruzione dell'unità nazionale italiana.
Né le catalogazioni e gli schemi finora stabiliti soddisfano le esigenze della verità, né le datazioni fissate costituiscono termini invalicabili per affrontare le complesse questioni storiche che collegano gli eventi. Difatti, ci pare improprio limitare la problematica risorgimentale da parte cattolica e da parte laica solo al pontificato di Pio IX, in quanto l'assetto politico definito investe anche i tempi successivi, ed in particolare gli anni di Leone XIII, uno dei pontefici più politici della Chiesa di Roma, per alcuni versi rinnovatore, per altri restauratore, più di due volte tentato di trasferirsi in Austria, paziente incassatore di provocazioni, come quella dell'inaugurazione nel 1889 del monumento a Giordano Bruno in Campo dei Fiori, Se si pensa alla fedeltà al Non expedit, o, al limite, alla condanna di Romolo Murri, bisogna pur riflettere sulle tensioni conciliatoriste che si profilano, o sulle aperture politiche che si prospettano.