Rassegna storica del Risorgimento
Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
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1996
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pagina
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402
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402 Libri e periodici
In questo contesto, assai articolato, e nel suo unitario svolgimento affascinante, si collocano anche le ansie sociali che animano l'azione pubblica pastorale della Chiesa, organizzate e detìnite nella Rerum Novarum, l'enciclica che diventa l'elemento qualificante sul piano politico del riverbero esterno della sorprendente attività magisteriale di Leone XIII. Per questa parte del pontificato del Pecci ha rilevanza il volume degli atti del convegno di studi svoltosi presso il Centro Pastorale Paolo VI di Brescia nei giorni 24, 25 e 26 ottobre 1991: il ricco libro è uscito quest'anno presso l'editrice Morcelliana e costituisce nel suo insieme un valido contributo allo studio del movimento cattolico italiano ai tempi della fondamentale enciclica sociale della Chiesa. L'iniziativa, promossa dagli operatori diligenti dell'Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, del Centro di documentazione e della Fondazione Tovini di Brescia, porta a risultati di buona validità, come testimonia chiaramente il grosso tomo degli atti, che ora recensiamo.
Tra gli interventi introduttivi dell'incontro di studio, ha una sua specifica validità quello di Achille Silvestrini, purtroppo, però, trascritto da registrazione e non rivisto dall'autore: se questi si fosse presa la briga di approfondirlo e di documentarlo, sarebbe stato un testo indubbiamente di livello diverso. Comunque, i passaggi fondamentali dell'evoluzione dei contenuti della Rerum Novarum nella storia della Chiesa sono fissati e l'aggancio alle formulazioni attuali di papa Wojtyla risulta pertinente: la ripresa delle affermazioni, secondo cui una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia, ha fondamento nel pensiero di Leone XIII, che afferma: La società non regge, l'autorità non ha torza, se non basandosi sui principi morali offerti dal cristianesimo.
H testo degli atti agevolmente si divide in due parti: la prima, di carattere generale, in cui si prospettano analisi ed indagini di ampia inquadratura storica e culturale; la seconda, più attagliata al territorio, in cui la ricerca si fa localistica ed è interessante proprio per questa sua specificità. Introduce il discorso generale con efficacia la panoramica di Paolo Pecorari sulla cultura economico-sociale dei cattolici italiani nel secondo Ottocento; si delinea la cornice di riferimento e si riscoprono atteggiamenti di viva attualità, che costituiscono un lascito non effimero che la cultura cattolica dell'età leoniana sui problemi economico-sociali arrida al nuovo secolo . Il Pecorari insiste sul carattere organicistico del nesso Stato-società, perché è proprio nell'orizzonte di una concezione assumente tale legame che si cercherà di giustificare l'intervento dello Stato come ricompositore delle armonie perturbate . Una volta messe in discussione le primigenie armonie del Bastiat, una volta asserito che la libertà giuridica nominale non basta, se non accompagnata dalla libertà di fatto, una volta teorizzata la preponderanza dell'elemento morale nell'economia, nella politica, e nella società, la via alla considerazione dello Stato non pia come un male necessario, bensì come un bene necessario, è, si può dire, aperta .
Anche una relazione di riferimento panoramico può definirsi quella di Giorgio Campanini sui rapporti dei cattolici italiani con il movimento cattolico europeo: sufficientemente documentata, vi si analizzano i tempi della nunziatura belga del Pecci, il fervore dei contatti avuti con Malines e Friburgo, le incidenze degli scritti di Ketteler, di Dupanloup, di Dehon, di Montalem-bert, ma vi si azzarda pure l'ipotesi per un bilancio, che per tanti versi condividiamo. In una sistematica ricostruzione degli avvenimenti in cui si colloca la Rerum Novarum, è fondamentale ricercare gli atteggiamenti che assume il Pecci di fronte ai problemi sociali del suo tempo: è il tema che svolge con competenza e con impostazione originale Giancarlo Pellegrini, il quale si rifa