Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno <1996>   pagina <405>
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Libri e perioditi
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nel crudo bagliore del primo sole e ci ricorda Gerusalemme. Tra oriente e occidente, capricciosa nei suoi grigi e rosati, atte volte sensuale e sonnolenta, alle volte vibrante e nervosa, lucida sotto le sferzate della bora.1*
ALESSANDRO MANCINI-BARBIERI
ANTONELLA ERCOLANI, Carteggio D'Annunzio-Gravina (1915-1924); Roma, Bo-nacci Editore, 1993, in 8, pp. 175. L. 20.000.
La raccolta completa di un epistolario dannunziano dovrebbe compren­dere, secondo alcuni calcoli approssimativi, non meno di centomila lettere. 11 poeta aveva, infatti, un gusto tutto particolare per i rapporti epistolari, caratterizzato da una curiosità divertita che lo disponeva a leggere ogni mis­siva in arrivo, a rispondere, a conservare perfino i biglietti anonimi. L'impo­nente documentazione è, tuttavia, sparsa in archivi pubblici e mani private, sicché a tutt'oggi ne risulta edita e adeguatamente commentata solo una mi­nima parte. Ben venga, dunque, il contributo di Antonella Ercolani che, con il patrocinio del Dipartimento di Filosofia e Scienze Sociali dell'Università de­gli Studi di Cassino, ha provveduto intanto a riordinare, sistemare e accorpare secondo un ordine cronologico il carteggio tra Manfredi Gravina e D'Annunzio, conducendo la sua ricerca sia presso la Fondazione Il Vittoriale degli Ita­liani (dove sono raccolte le lettere di Gravina a D'Annunzio), sia presso l'Archivio del Museo del Risorgimento di Roma (dove sono conservate le mis­sive inviate da D'Annunzio a Gravina). Nell'ampia introduzione al carteggio, è tracciato un breve profilo di Manfredi Gravina. Appartenente ad una presti­giosa famiglia siciliana, egli era stato inviato come sottotenente di vascello in Cina, in seguito all'intervento internazionale deciso per reprimere la rivolta dei boxers, ed aveva esercitato per un biennio le funzioni di vice-console a Shangai. Il suo volume La Cina dopo il 1900 era stato pubblicato, nel 1907, proprio grazie alla presentazione dell'autore all'editore Treves da parte di D'Annunzio.
Nominato cavaliere della Corona d'Italia, negli anni immediatamente pre­cedenti la prima guerra mondiale Gravina aveva mostrato grande entusiasmo per la nascente aviazione. In qualità di osservatore di idrovolanti, aveva effet­tuato numerosi voli di ricognizione, contribuendo a migliorare l'impiego dei velivoli per scopi bellici. Promosso tenente di vascello, si era poi segnalato nella campagna di Libia, meritando un encomio solenne. Durante la prima guerra mondiale, la sua esperienza fu utilizzata per il servizio di esplorazione in appoggio alla squadriglia di idrovolanti di Venezia. L'impresa più impegna­tiva compiuta da Gravina nel corso delle operazioni belliche fu, però, Ù for­zamento del porto di Trieste nel 1916 al comando di una torpediniera. L'a­zione ebbe una grande risonanza e fruttò a Gravina una medaglia d'argento al valor militare. Dopo essere stato promosso capitano di corvetta per merito dì guerra nel 1918, terminato il conflitto Gravina fu nominato addetto navale presso la legazione italiana a Stoccolma, incarico esteso a tutti i paesi scandi­navi e baltici.
Politicamente, Gravina aveva aderito al nazionalismo sin dagli esordi del
*> GIANI STUPARICH, Cuore adolescente. Trieste nei miei ricordi, con uno scritto di Giovanna Stuparich Crìscionit Roma, 1984, p. 136.