Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Giuseppe Tricoli
anno <1996>   pagina <407>
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luazione di azioni dì bombardamento aereo su Pola e Cattaro siano stati influenzati dalle osservazioni di Gravina.
È certo, comunque, che anche da queste lettere la guerra combattuta da D'Annunzio di fronte all'apatia, al fatalismo, alla sfiducia e al disorienta­mento che si erano impadroniti delle truppe italiane e dei loro ufficiali a par­tire dal 1916 appare come una guerra che non conobbe il sacrificio silen­zioso, l'annullamento individuale, rimmedesimazione nel dramma di tutto un popolo. Se D'Annunzio si batté senza risparmio, la sua rimase una sfida ari­stocratica che, concretizzandosi soprattutto nell'esibizione con il mezzo aereo, lo portò a ricercare il cameratismo del gruppo chiuso dei piloti e degli alti ufficiali, campioni dell'individualità eccellente contrapposta alla tragica massi­ficazione del conflitto mondiale.
FILIPPO RONCHI
Archivi e archivistica a Roma dopo l'Unità: genesi storica, ordinamenti, inter­relazioni. Atti del convegno, Roma, 12-14 marzo 1990; Roma, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i Beni Archivistici, 1994, in 8, pp. 563. S.p.
Con icastica semplicità Lucio Lume, già Direttore dell'Archivio di Stato di Roma, spiega la nascita del convegno dei cui Atti qui ci occupiamo: Quando qualche anno fa ebbi l'occasione di venire a dirigere l'Archivio di Stato di Roma, pensai subito alle possibilità che mi si offrivano di rendere, con opportune iniziative, più facilmente percorribile la via della ricerca e della ricostruzione delle fonti. Scartati a priori e per scelta precisa tutti i progetti comportanti trasferimenti materiali di documenti, il metodo effettivamente utiliz­zabile con profitto fu individuato nello scambio di informazioni e di inventari, nell'avvio di forme sempre più strette di collaborazione, destinate a favorire la confluenza delle informazioni in un'unica rete tecnologica. Cosa oggi reali­sticamente ipotizzabile non solo per le continue promesse che il contemporaneo progresso delle tecniche ci offre ma anche per l'interesse per i beni culturali che sembra tendenzialmente in crescita negli ambienti che dispongono di ade­guate possibilità finanziarie. Il convegno i cui atti sono qui pubblicati ha preso spunto da queste riflessioni ed ha quindi scelto come scopo essenziale l'avvio di un discorso in tal senso. Si è ritenuto che, per realizzare il disegno di una intercomunicabilità fra i vari centri di conservazione, il primo passo da com­piere fosse quello di favorire tramite un incontro personale fra i responsa­bili e gli studiosi dei principali archivi cittadini un preliminare confronto di idee, un controllo delle disponibilità non soltanto finanziarie, un abbozzo di programmazione {Presentazione, pp. 11-12).
Raccolte in volume, le relazioni allora presentate costituiscono però un significativo contributo anche alla ricostruzione dei complessi rapporti tra archi­vistica e storiografia a Roma dall'Unità alla prima guerra mondiale, ed in defi­nitiva di quell'idea di Roma che tanta parte ebbe nella cultura e nella poli­tica italiana fra Otto e Novecento, come documenta, in particolare, Alberto torni, Gli studi storici a Roma dopo IVnità come conseguenza dell'apertura degli archivi (pp. 51-68); mentre Arnold Esch, La scuola tedesca e la storia di Roma nel Medio Evo dal Gregorovius al Kehr (pp, 69-84), fornisce un elo­quente campione delle ricerche su Roma allora intraprese da studiosi di nume­rose nazioni.
Perciò col presente volume gli Archivi di Stato dimostrano ancora una volta di essere non solo solerti organi di conservazione di un inestimabile pa­trimonio, ma anche fecondi promotori di ricerca a livello internazionale.
CLAUDIO SPIRONELLI