Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <364>
immagine non disponibile

364
Ottorino Montenovesi
del governo pontifìcio, patte ne furono,arrestatila! carabinieri,, e parte si costituirono volontariamente.
Anche in altre tre località della Legazione, e cioè S. Arcan­gelo, S. Giovanni in Malignano, e VeiTu echio, vi: era un piccolo partito di persone favorevoli alla rivolta, ma non trovò seguito tra la maggioranza della popolazione. Così, a S. Arcangelo, il gonfaloniere, avv. Maggioli, valendosi dell'opera dell'aw. Maz­zetti e del maestro, sacerdote Alessandro Migani, potè facilmente indurre i pochi rivoluzionari a desistere da qualsiasi tentativo di disordini. A S. Giovanni in Malignano, si recava spesso, da Mor­dano, il sarto Michele Ronci, già ricordato, e nella casa di Luigi Fiorasti, spacciatore di sali e tabacchi, o nella spezieria di Emidio della Biàngia, teneva discorsi a quelli che vi convenivano dalle terre vicine, ma nulla di grave ebbe a verificarsi. A Verrucchio finalmente, tutto si limitò al canto della carmagnola, che il 12 settembre, per -più oro, fu cantata a gran gola.
Più o meno della stessa fisionomia sono i fatti che si svol­sero nell'altra Legazione di Ravenna. A Castel Bolognese, l'or­dine pubblico fu abbastanza turbato, e due faentini, certi Al­fonso Castellani, possidente, detto Oastellanino, e Francesco Mambrini, pescivendolo e vetturino, detto il Matto, che, face­vano parte di una numerosa banda, composta di cittadini stessi di Faenza e luoghi vicini, furono uccisi la sera del 25, da una colonna di svizzeri e di volontari. Transitavano, sopra un car­retto, fuori di Castel Bolognese, dove erano stati inviati dai com­pagni, per vedere ehe cosa fosse accaduto di un tale Marsali, (1) che, con altri 70, aveva preso impegno di recarsi appunto a Faenza, e al chi va là dei soldati, risposerò: siamo costituzionali, esplodendo, Contemporaneamente, colpi di arma da fuoco. Una scarica di fucileria ne freddò uno, e ne feri a morte un altro, complimento questo, come si esprimeva, nel suo rapporto, il comando della Tenenza dei carabinieri di Imola, riserbato a tutti coloro che vorranno far forza colle armi contro i sosteni­tori della legge, dell'ordine pubblico e del Governo ,
A Imola, dove erano stati ritirati i posti di carabinieri di Mordano, Fornace e. Ua-sola Valsenio, vi erano le solite tendenze rivoluzionarie da parte di una minoranza, ma nulla accadde, e
(1) Vedi il cap, II.