Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <365>
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*fB I oasi di Montagna 335
vani furono i tentativi di Luigi Gamberini, fratello dell'arciprete di Castel Bolognese, ohe si era recato nella vicina frazione di S. Prospero, a reclutarvi persone che eccitassero disordini, J3 lo stesso si dica di Mezzano, a circa nove miglia da Bagnaca-vallo. Solo una trentina di sbandati dalla stessa Bagnacavallo, ove accaddero i fatti che narreremo in seguito ampiamente, si raccolsero, la sera del 26, in una bettola, condotta da tale Fran­cesco Vicari, e vi rimasero a lungo, bevendo e cantando. Una curiosa avventura capitò invece al brigadiere dei carabinieri, Baf-faelo Oiavini. Egli, in preda forse a soverchia eccitazione ner­vosa, mentre, verso la mezzanotte, si trovava in casa del flebo-tomo David Cavazzuti, credette di sentire alcuni colpi sul muro che divideva la casa del flebotomo stesso da quella adiacente, e che, in realtà, erano stati prodotti, per caso, da una vicina, che rientrava. Li ritenne indirizzati a lui, per ischerno, da ignoti rivoluzionari, e, sguainata la spada, corse a perlustrare di qua e di là, senza incontrare, naturalmente, altri che la sua ombra.
Un completo piano di operazioni era stato invece architet­tato a Bavenna, ma fallì in seguitò alla pronta rioccupazione, da parte delle truppe pontificie, della città, di Rimini, da cui sa­rebbero dovuti venire aiuti e rinforzi. Scoppiata cioè la rivolu­zione nella stessa Bimini, si era deciso di insorgere la prossima domenica o il successivo lunedì, festa di s. Michele, occupando le varie porte della città e il gran corpo di guardia in piazza, e facendo prigioniero il card. Legato, Francesco Saverio Massi­mo, a cui si sarebbe poi chiesta la consegna delle armi esistenti nei diversi quartieri. Un certo Francesco Badessi, (1) ex impie­gato della computisteria legati-zia, e maestro di calligrafia, fab-bricò le cartuceie, che furono poi distribuite pei1 i vari borghi dal possidente Epaminonda Bambelli, e da tali, Ortolani, detto Oicilione, orefice presso il negozio Montanari; e Scardoli, che un tempo esercitava la professione di stampatore e di libraio.
Per impadronirsi del card. Legato, e sapendo che questi do­veva rito-mare da Gualdo, vicino a Savignano, dove si era re­cato a far visita a una nobile famiglia, un gruppo di rivoluzio­nari si appostò sul ponte Nuovo e su quello della Cella, per dove
(1) Costui miniava anche ituniogini. suore, dipìngeva i caratteri per le in­segne delle botteghe, e faceva lavori in oro su. cristalli.