Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1996>   pagina <439>
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Paolo Alatri
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rìtà di pubblica sicurezza e mafiosi e lo scontro tra autorità politica e magi­stratura. E forniva anche la chiave di lettura dei suoi successivi lavori: In questa continuità negativa di una "tradizione", l'aspetto sociale coincide con quello morale, l'aspetto politico con quello di costume. Perciò l'interesse che spinge a studiare i primi decenni unitari e quello che sollecita a chiarire le origini del fascismo e ciò che esso rappresenta nella nostra storia nazio­nale è il medesimo, nasce dalla stessa matinee . Appena due anni dopo, presso gli Editori Riuniti, venivano pubblicate Le orìgini del fascismo, che avrebbero avuto varie edizioni e che sarebbero state tradotte in russo nel 1961. Il volume dedicato ai due figli perché crescessero nel culto della libertà e del progresso oltre al saggio inedito sul secondo ministero Facta, riuniva vari saggi e articoli apparsi tra il 1948 e il 1954 nelle Que­stioni di storia contemporanea, in Belfagor e nel Contemporaneo: vi era un profilo biografico di Mussolini, alcuni studi su L'ideologia del nazionalismo e l'esperienza fascista, Le origini del fascismo, Interventismo e fascismo, e i profili di alcuni fra i personaggi più rappresentativi della classe dirigente liberale, da Vittorio Emanuele Orlando a Luigi Albertini e ad Antonio Sa-landra. Nelle Orìgini del fascismo ha scritto più tardi lo stesso Alatri studiavo la debolezza del liberalismo e della democrazia italiana, i com­promessi a cui le forze liberali e democratiche erano scese con il nazional-fascismo, e come le strutture di quello- Stato, così degradato, avevano faci­litato l'ascesa e il trionfo del fascismo, nell'illusione di poterlo poi richiamare entro l'ortodossia costituzionale .
L'interesse per D'Annunzio che comprendeva l'intera crisi post­bellica diede un primo frutto, a metà degli anni Settanta, nel volume dedicato a Nitti, D'Annunzio e la questione adriatica (1919-1920), fondato su una ricca e inedita documentazione costituita dalle carte Nitti, che non erano state ancora versate all'Archivio centrale dello Stato, e si trovavano presso la figlia dello statista lucano, Filomena Nitti Bovet, che si era rivolta appunto ad Alatri perché le facesse oggetto di un lavoro storico. Lo studio sistematico di quel nodo storico e della personalità di D'Annunzio sarebbe sfociato nella grande biografia edita dalla Utet nel 1983 (che ottenne il pre­mio Castiglioncello per la migliore biografia) e nel contemporaneo studio su D'Annunzio negli anni del tramonto 1930-1938.
A un altro filone di ricerca l'Ala tri si dedicò nel dopoguerra la storia del movimento cattolico pubblicando su Società, nel 1949, il saggio Appunti per una storia del movimento cattolico in Italia, un movi­mento che a suo giudizio risaliva al neoguelfismo la cui premessa era costi­tuita dal giansenismo, Questo interesse era coltivato in quegli anni paral­lelamente da Giorgio Candeloro, con il quale Paolo Alatri aveva condiviso anche un simile percorso politico, e da Fausto Fonzi che rinnovava (e si potrebbe forse dire, fondava) come ha detto Fulvio De Giorgi al con­vegno pisano in onore di Giorgio Candeloro del 1989 la storiografia di parte cattolica sul movimento cattolico, da una parte rivalutando, rispetto