Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <368>
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Ottorino Montenovesi
cian la dignità del Trono Pontificio, e molti versetti di Dante, per servirsene all'occorrenza di comporre libelli . (1)
Tra questo ammasso di carte , parve la preda migliore un libercolo edito in Oapolago nel 1845, dal titolo: Parole di Wneenzo Gioberti tratte dai Prolegomeni sul Primato morale e òivUé degli Italiani, nonché un foglietto con alcuni detti o iscrizioni le più incendiarie; facentesi parlare (sic) da Napo­leone imperatore deFrancesi, Cicerone ed altri personaggi di tal linguaggio (1) In realtà, si trattava solo di frasi staccate, tolte da Cicerone, Tito Livio, Ovidio, Tasso, e altri, celebranti la grandezza e la santità della patria. (2)
(1) Siooome il Badessi, durante l'interrogatorio, si mantenne sulla nega­tiva, e affermò che I sonetti e i disegni sequestrati non erano opera sua e di suo padre, ma di altri, il giudico Fallar l'obbligò, variando i caratteri, a scri­vere il seguente dettato :
Oggi olio siamo al primo di ottobre 1845, per le Marche sono aperte tutte le villeggiature e le caccio. Tutti i giovani vanno a divertirsi, ohi collo schiop­po, chi eolle reti e chi colla civetta (!!!).. Dopo aver cacciato per più ore)- Sia fruttuosamente, sia senza profitto alcuno, chi non ha casino padronale iu cam­pagna, si sdraia nei campi e nei prati, per ristorarsi nello stomaco e nelle forze, e quelli che hanno dimora nei propri! fondi si riuniscono in casa, e fanno altrettanto, ma con maggiori comodi e più adusati adagiati (?) .
In questo mese di ottobre, molti cessano dal lavoro per dedicarsi ai divertimenti .
Al Nobil Uomo ed Esimio Signoro Giacinto Marascotti, figlio del Conte Cavagliero Francesco Marascotti, in .Orasi di Francia .
E poi, la seguente frase ohe, dottata da lui, non era più incendiaria , come le altre di cui diremo in appresso :
L'amor di Patria è innato in ogni uomo .
(2) Nella casa del Badessi si rinvennero anche tre satire in stampiglia, con lo stemma di Gregorio XVI, sormontato dal berretto imperiale, e ai lati, il papa col triregno in testa e le braccia levate in aria, in atto di spavento, e Vapostolo s. Paolo in ginocchio, con una oroce in mano. Tutto intorno, erano scritti un versetto del Vangelo, i nomi dei pontefici ricordati da Dante nel-V Inferno, e tre terzine dello stesso Alighieri contro il pontificato. Una quarta stampiglia, invece del papa Gregorio, e oltre quella di s. Paolo, aveva l'ef­figie di s. Pietro: di pio, nello stemma pontificio le chiavi e il triregno erano capovolti, e- al loro posto spiccava il berretto imperiale sormontato da una colomba ad ali spiegato. A destra della figura di s. Pietro, vi era un piccolo tempio, e a sinistro di quella di s. Paolo, ohe stringeva la croce, con la spada abbandonata ai piedi, un libro aporto alle parole : il mio regno non è di questo