Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Sidney Sonnino. Secoli XIX-XX
anno <1996>   pagina <496>
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Rolando Nieri
individualismo e il suo dottrinarismo, da Sonnino tante volte denunziati e la parte liberale temperata, desiderosa di un giusto contemperamento dell'elemento di Stato con l'elemento individualista, è paralizzata dal sen­timento dell'insuccesso delle principali dottrine da lei fin qui professate e decantate e dal completo discredito in cui sono cadute alcune frasi retoriche, cui essa stessa non crede più, ma che non ha il coraggio morale di sconfessare .U3)
Come aveva notato nel suo Diario, sarebbe stato necessario, per vincere i pericoli del socialismo invadente , a somiglianza della dottrina e del metodo di Pasteur, inoculare nell'organismo sociale e di Stato, che la nuova scuola vorrebbe sconvolgere e distruggere, un germe tolto alla stessa sua dottrina, un virus attenuato e purificato, cioè un elemento, un senso più attivo ed intenso di solidarietà sociale e di carità sociale .J34) Il ritorno allo Statuto avrebbe potuto permettere tutto questo, come condizione per sanare le deficienze del liberalismo anche in campo sociale, perché non meno del socialismo, il Principato liberale contiene il concetto elevato e preponderante dello Stato, all'infuori di ogni elezione di classe ; mentre di fronte alla Chiesa invadente rappresenta, oltre la ferma difesa della moralità sociale, la libertà della coscienza individuale, l'indipendenza sicura del pensiero ... e garantisce insieme la tutela degli interessi materiali come del progresso civile della nazione .135) Costituisce perciò una idealità atta a servire di punto di raccolta, di nucleo intorno a cui stringersi, in mezzo al rapido avvicendarsi degli uomini e dei gruppi al potere... .U6) Non dunque chiusura verso il progresso e le grandi questioni sociali, ma condizione e mezzo per poterle affrontare, assicurando la pacifica e pro-
W Ibidem,
W S. SONNINO, Diario, 1866*1912, rit., 3 gennaio 1896, p. 201. Cfr. anche di suo intervento alla Camera, 6 luglio 1896, in Discorsi parlamentari, cit., voi. 2, pp. 404-405: Se vogliamo combattere seriamente l'avanzarsi delle deleterie dottrine collettiviste, dobbiamo mettere il sentimento dalla parte nostra, dimostrando che lo stesso amore degli uomini ci spinge a combattere ìe tesi socialistiche, che condur­rebbero alla rovina anziché al progresso. [...] Dobbiamo, con un più elevato, con un più cristiano concetto dei doveri etici dello Stato, migliorare la società, non col negarne e sovvertirne le basi, sulle quali e per effetto delle quali è stato possi­bile raggiungere le attuali altezze di civiltà, ma ritoccandone e 'riadattandone gli isti­tuti fondamentali, aiutandone e dirigendone gli svolgimenti, onde meglio corrispon­dano via via alle mutate condizioni storiche, alle (progredite condizioni sociali . Com­battere coloro che promuovono l'odio tra le classi rende tanto più necessario provvedere alla difesa dei più deboli socialmente.
i35> Torniamo allo Statuto, cit., p. 595.
**> Ibidem.