Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Sidney Sonnino. Secoli XIX-XX
anno <1996>   pagina <498>
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498 Rolando Nier[
variamente secondo le questioni che erano dibattute, al di là di ogni preconcetto e rigido schieramento di parte. Questo poteva avvenire pro­prio perché il sistema che egli delineava era suscettibile di favorire co­munque, dato il fuolo centrale attribuito al principato liberale nell'ambito di quella applicazione del principio di separazione dei poteri, l'alta mano della borghesia nella direzione della cosa pubblica, mentre ne aumentava il grado di coesione interna. Sonnino insomma mirava a stabilizzare non la situazione che si era creata negli anni di governo di Crispi, colla posi­zione dominante del presidente del Consiglio, ma più generalmente quella che di fatto era sempre esistita la guida dello Stato cioè ma con un elevato grado di frammentarietà politica e instabilità di governo. Come ricorderà in altra occasione, il grande partito costituzionale, sebbene inte­riormente travagliato dalla divisione in gruppi e in fazioni, delle destre e delle sinistre, ... si raccoglieva e stringeva intorno al governo dello Stato .mì Ciò gli conferiva quel tanto di necessaria, anche se faticosamente raggiungibile e discontinua, unità. Si trattava ora, per così dire, di isti­tuzionalizzare questa realtà, in una situazione avvertita come critica e di debolezza della classe dirigente, di assicurare preventivamente al ver­tice dello Stato, in maniera più solida, l'egemonia della borghesia e la sua compattezza.
L'orientamento di Sonnino perciò, come pensiero sulle istituzioni, mi­rava ad una riforma della politica, ad una sua fondazione istituzionale ap­punto, in cui le distinzioni e precisazioni prima ricordate per la salvaguardia del regime liberale, rappresentano, almeno germinalmente, elementi di scienza politica in atto, volti a impedire che la scarsa coesione e omogeneità della classe dirigente e del paese si riflettesse negativamente nella sfera politica, e a perseguire per converso, l'obbiettivo dell'unificazione nazionale tramite quella della sua classe dirigente. Sonnino insomma vuole determinare le condizioni per creare una borghesia liberalnazionale, che si leghi stabilmente alle classi popolari per mezzo di una politica sociale e di sviluppo econo­mico. Alla base del suo progetto infatti, è una convinzione di fondo, che andava oltre il momento e che ha caratterizzato l'intera sua opera. La persuasione incrollabile cioè, che la borghesia umanistica e laica che si apre ai problemi della società moderna, quelli della scienza che si applica alla produzione e le questioni sociali che derivano dal processo economico, sia la depositaria dei valori della civiltà e sia quindi investita, per così dire, di un diritto di primogenitura alla guida dello Stato. La perdita dell'ege­monia da parte sua avrebbe fatto venir meno le possibilità stesse di pro­gresso della collettività. Questo spiega perché, nonostante tutti i suoi limiti,
JM> Or. Questioni urgenti (1901), cit., -p. 711.