Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Sidney Sonnino. Secoli XIX-XX
anno <1996>   pagina <503>
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Sidney Sonni no e il Torniamo allo Statuto 503
In pieno regime trasformistico,,48' quando già Sonnino ne presente la crisi, è interessante la lettera che scrive a Villari nel marzo 1885, in cui, nell'ambito di una analisi politica, interna ed estera, imperniata sulla figura di Mancini, se ne esce con espressioni di indifferenza nei confronti delle teorie costituzionali alla Benjamin Constant , continuando subito dopo: Credo che la teoria dell'altalena tra i partiti e della necessità delle crisi generali in ogni screzio sopra qualche questione speciale, per quanto im­portante, sia il più grande pericolo, il più grande malanno delle istituzioni parlamentari. Combatto sempre le crisi generali, ma lavoro a tutt'uomo per ottenere le crisi parziali per tutte quelle arnministrazioni che mi sem­brano mal condotte .l49) Nello stesso ordine di idee, in una lettera dell'anno successivo a Michele Torraca, direttore del quotidiano La Rassegna, da lui finanziato, afferma di combattere i pentarchi , ma anche con altrettanta risolutezza il Magliani, coi suoi inganni e le sue menzogne, e tutta la com­pagnia dei La Porta e dei Morana coi loro metodi di sgoverno e di corru­zione, di servilità e di prepotenza ad un tempo, e biasimerei apertamente il Depretis, che lascia e non si cura che di abbindolare la Camera . So­sterrebbe invece la maggioranza, l'idea essenziale del trasformismo, cioè la costituzione di un forte partito di governo, e l'esclusione persistente degli inetti e degli indegni con le crisi parziali,... e moralità in tutto e per tutto, con guerra spietata all'affarismo, che è la piaga che ha deturpato il trasformismo depretisiano .,50>
Anche la sua corrispondenza dunque, conferma che sono già presenti gli elementi istituzionali e politici della sua concezione, che si sviluppe­ranno pienamente negli anni seguenti, come abbiamo visto, ancor prima del Torniamo allo Statuto, La stessa cosa è da osservare per i suoi inter­venti in Parlamento, in cui, riprendendo quanto già affermato, aveva manifestato più volte le stesse convinzioni, cioè la fallacia e l'artifi­ciosità del bipartitismo e la necessità dell'unione delle forze liberali su basi nuove. Dichiarava infatti di non credere alla teoria dei due partiti obbligatori, l'uno che vuole la luce, l'altro le tenebre. Naturalmente ognuno dei due sostiene che esso sta dalla parte della luce. ... Io mi sono sempre curato poco di queste regole artificiose e illogiche dei due partiti obbli-
148> Sonnino vedeva nel trasformismo, almeno inizialmente e potenzialmente, il mezzo per atdvare all'unità dei gruppi liberali, tramite la guerra ai vecchi partiti. Alcune sue lettere, ma anche interventi parlamentari, che in questa sede non sto a citare, sembrano confermarlo.
145> Biblioteca Apostolica del Vaticano, Carte Pasquale Villari, Sonnino a Vii-lari, Roma, 24 marzo 1885.
Biblioteca Nazionale, Napoli, Carte Michele Torraca, Sonnino a Tonaca, Roma, 6 aprile 1886.