Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Sidney Sonnino. Secoli XIX-XX
anno <1996>   pagina <504>
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Rolando Nieri
gatorjgB che l vogliono dai dottrinari imporre forzatamente alle lotte par­lamentari quasi fossero un gioco, regole, secondo le quali ognuno dei due partiti si affatica a vituperare e annichilire l'avversario, mentre proclama che, se l'avversario sparisse o non si mostrasse sano e vigoroso, le istitu­zioni non potrebbero più funzionare e il gioco non va più ... .15,) Ben più diffìcile e necessario che dividersi in partiti e gruppi, era invece rac­cogliere insieme tanti elementi da costituire un partito forte, temperato, liberale, che rifugga da ogni transazione con le fazioni estreme e che possa servire di base stabile ad un governo .l52) Fin dagli inizi della sua attività parlamentare, ricordava di essersi dichiarato né di destra, né di sinistra e lo feci allora tra l'ilarità ed i rumori della Camera. Ed aggiunsi che, quando anche fossi stato ascritto ad un partito, una serie di questioni dovrebbe restare, secondo me, ali'infuori dell'arena in cui si combattono le lotte di parte ... .,53) Fra tali questioni, erano quelle finanziarie ed eco­nomiche, collegate indissolubilmente colle condizioni del bilancio , che non si risolveranno finché ci occuperemo della divisione dei par­titi .154)
Questa sostanziale continuità del pensiero di Sonnino si estende anche oltre il Torniamo allo Statuto e la crisi di fine secolo. Senza qui affron­tare tale problema, basti ricordare che, anche nella diversa situazione poli­tica determinatasi coi primi del '900, ebbe occasione di ribadire la fedeltà al suo orientamento, sia in Parlamento, che nei suoi scritti. Respingendo accuse di voler restringere i poteri della Camera elettiva, dichiarava che il suo intento era stato ed era quello di richiamare la Camera alle sue vere e sostanziali funzioni legislative e di costante e vigilante sindacato sull'opera del governo, e di distoglierla dal volersi sostituire al potere esecutivo, perché per troppo voler comandare, non abbia a trovarsi schiava del potere stesso, come sta accadendo in Italia .155 Lo stesso concetto aveva espresso poco prima nel Quid agendum?: Quanto più il Parla­mento si occuperà obbiettivamente di riforme positive e quanto meno di fare, disfare o rifare i ministeri, e tanto più potrà imporre al potere esecutivo il rispetto dei suoi diritti e delle sue prerogative ed eserci­tare efficacemente ed utilmente la sua funzione legislativa e un serio sindacato sull'opera e sull'indirizzo dell 'amministrazione .I56) Ugualmente
U1) Discorsi parlamentari, cìt., voi. 1, 17 dicembre 1891, p. 578.
Ivi, 26 maggio 1892, p. 609.
53) Ibidem.
*> Ibidem.
*55) Ivi, voi. 3, 20 marzo 1901, p. 7.
9 Quid agendum?t cit., p. 707. A JxÀ