Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Sidney Sonnino. Secoli XIX-XX
anno <1996>   pagina <505>
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Sidney Sonnino e il Torniamo allo Statuto 505
ribadiva gli altri connessi aspetti della sua concezione, quando se ne presentava l'occasione: l'avversione a quella forma ibrida di cancellierato, che poteva crearsi in Italia con il ruolo dominante del presidente del Consiglio ,:i7); la rivendicazione delle prerogative statutarie del sovrano1S8); l'opposizione al bipartitismo e la necessità dell'unione delle forze liberali intorno all'istituto monarchico. Tutto questo doveva rappresentare la condizione per poter praticare, come affermava, un orientamento riformista e liberale, soprattutto nelle questioni sociali, su cui si impernia ogni giorno più la vita politica delle nazioni più progredite ,m in concor­renza col socialismo. Quel che invece contraddistingue e arricchisce l'orien­tamento di Sonnino nei primi anni del nuovo secolo e rappresenta un nuovo sviluppo, è la affermata necessità di costituire un vero e proprio partito liberale organizzato e la diversa e più articolata valutazione del partito socialista.160
Il tratto generale che persiste nelle diverse situazioni storiche, come proprio della concezione di Sonnino, quale si esprime anche nel Torniamo allo Statuto, è il dinamismo politico, volto alla creazione delle condizioni più favorevoli per rinnovare l'egemonia borghese e guidare la moderniz­zazione e lo sviluppo del paese. Esso era in evidente parallelismo e con­nessione, tanto da configurarne quasi una applicazione in un settore spe­cifico, col dinamismo della politica economica e finanziaria, di cui aveva dato prova come ministro delle Finanze e del Tesoro di CrispL Anche in
La presidenza del consiglio e il governo di gabinetto, in Giornale d'Italia, 1 novembre 1901, in Scritti e discorsi, cit., voi. 1*, pp. 756 e sgg.
l58> Correttezza costituzionale, ivi, 2 dicembre 1901, in Scritti, dtj, p. 774.
,59> Quid agendum?, cit., ivi, pp. 706-707.
160> Presentazione, in domale d'Italia, 16-17 novembre 1901, ivi, pp. 752-753.
wi) Significativo al riguardo è il suo saggio Questioni urgenti, cit., che inizia con la constatazione che il '900 è il secolo delle vaste organizzazioni in ogni campo, compreso quello politico, ed anche per la parte liberale non è più sufficiente iaccogliersi intorno al governo dello Stato, come rappresentante le istituzioni mo­narchico-liberali (p. 711). Delinca quindi, anche per far fronte a socialisti e catto­lici, la prospettiva di un partito liberale nazionale, che metta solide radici nel paese e si organizzi con articolazioni e strutture regionali e locali (pp. 712-715). Per quanto riguarda i socialisti, ferma restando l'intransigenza sui principi, esprime, in connes­sione con le distinzioni fra essi esistenti, una posizione meno rigida sul piano della prassi, nel cui ambito sviluppa peraltro alcuni spunti già presenti nel Torniamo allo Statuto. Dopò avere affermato, come già ricordato, che la corrente socialista potrà, se regolata e guidata, essere cagione di benefici effetti [...] (p. 732), passa poi ad esaminale differenze e convergenze Èra liberali e socialisti non cata­strofici , più o meno ministeriali (pp. 733-735 e 750-751)', "dò che' indica * appunto un diverso e .più sfumato atteggiamento. :>'" , .è-lAJ