Rassegna storica del Risorgimento
1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno
<
1921
>
pagina
<
375
>
I casi di Montagna 375
l'ora ohe ò trascorsa, si diradarono mano mano, cosicché nell'ora in cui da Bagnaoavallo staooavasi la maròiaf-tìflnno pia trovavasi su quel ponto. Confimi tati questi due fatti obll'altro, già narrato, del colloquio in prima sera in Ou-tiguola tra Giacomoni, Parri e Giuseppe Pezzi, riuscì manifesto che l'ora concertata fra i cospiratori dei due paesi t'osse la messa notte, e che contro volontà questa trascorresse Infatti Beltrami colla banda giungeva in Cotignola verso le dne dopo la mezza notte, e deserte trovava le strade. La caserma era solito accerchiata. Fra nrli e bestemmio fu costretto il pimttone ad aprire. Molti entravano: erano però riconosciuti unicamente Tonti, Abbondanti, Tobia Montanari; Giuseppe Pezzi, Giacomoni e Gentile Ercolani ohe picchiò. Operavasi così senza resistenza il disarmo della intera brigata, meno un soldato ohe nel j epflioqnio surriferito tra il Pezzi, Giacomelli e Parri, era stato veduto con loro in dimestichezze. Consumato il disarmo fra rabbiose imprecazioni, uno squillo di tromba chiamò tutti a raccolta sul ponte, da dove mossero verso Castel Bolognese, punto designato alla riunione delle bande de' vari paesi della Romagnola che dovevano insorgere. Stupefatto il Beltrami in non vedere pur'uno de' contadini di Cotignola, fé' sosta due volte lungo il cammino, a poca distanza da quella terra.
Replicati squilli di tromba furono dati, mentre egli esprimeva un desiderio ora dovrébhonsi riunire ma ninno comparve, fallita questa speranza, continuarono la marcia grugnendo presso Castel Bolognese dopo l'alba. Fu allora suonata la tromba, e la banda si fermò. Beltrami si restrinse a consiglio con Angelo Calderoni, Battista Contarmi, Francesco Lungauesi. Capra ed il conte Vitelloni. Risolverono di spedire indietro Domenico Savorelli, ohe nel biroccino conduceva Domenico Benazzi; Angelo Calderoni che nell'altro conduceva Marco Contarmi j e Battista Contarmi, che nella carrettella aveva Luigi ed Angolo Vistoli, i quali presero la direzione di Bagnaoavallo, mentre Beltrami continuò la marcia. E vedendo che Faenza ed Imola non avevano promossa la insurrezione, secondo il concerto, mosse verso il confine toscano ove si riparò, inseguito validamente, colla sua bando, dalle forze pontificie ohe uccisero Paolo Camorani, ed eseguirono l'arresto di Giovanni Posi di Domenico, e Giovanni Pasi di Giuseppe alle Bolse.
Giunti sulle sette il Calderoni e gli altri in Bagnaeavallo, Pompeo Morelli, aiutato da Adamo Sisti, affiggeva il proclama a stampa al palazzo comunale. Qon questo chiamavasi il popolo alla insurrezione, e facevasi la satira degli atti del Governo da epoca remota, travolgendo e cose e principii, pretessendo ardimentosi propositi, ed uscendo in quei modi di dire che formano da qualche tempo il pascolo gradito e geniale di una gioventù spensierata, cresciuta ne' caffè alla scuola della maldicenza, ed abbonente il freno di ogni onesta disciplina. Questo proclama era identico a quello affisso in Ri-mini; e fu vegliato, perchè non si staccasse, da Giuseppe Bertondini e da molti contadini, che in aria minacciosa giravano sotto i portici. Giuseppe Morelli poi era a guardia in luogo prossimo in coi trovavansi affisse note