Rassegna storica del Risorgimento
1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
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1921
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casi ài Éomagna 379
lo tante indagini e .non lieve somma di danaro spesa, alla perfine sono giunto allò; ;soùóprÌTOo;n;to e formale sequestro di un eannone da sei, che questi compromessi 1 linea politica ritenevamo nascosa Melilo le mura di questa Città.
"Bla. tale1 fatto, come pure la òxveglianza indefessa itine, sopra di loro Si usa da me e uitói dfpendeufeiv li a tirato sopra di me il massimoodio, ed in un congresso da loro ieri a sera tenuto., fu stabilito assassinarmi.
Io nulla temo i loro divisamonf i. ma nulla mono mi affretto dare nllfjfe cellenza Vostra Rev.mtt il presente discarico, nella certezza ohe sarà per gradire quest'ulteriore servizio da me reso al Governo, ed in vantaggio! dalia punitiva Giustiaiav
3SEfc onori di venerati suoi comandi, mentre con il più profondo rispetto eoe.
Naturalmente, se ne fece nn gran chiasso, ma siccome si incominciò anche a sospettare della cosa, si ritenne opportuno di inviare sul posto il comandante la Compagnia dei carabinieri di Pesaro, il quale potè assodare che si trattava di una montatura del Sagretti, desideroso di scoprire, a ogni costo, almeno un deposito d'anni. E siccome questo non gli era stato possibile, e d'altra parte vi era a Senigallia un tale Giovanni Boldreghini, detto Oentoscudi, un tempo persona facoltosa, e possessore di legni di mare a lungo corso, che teneva in un magazzino un vecchio cannone smontato, lo fece chiamare, di notte, nella casa di un suo confidente, e quivi gli disse che aveva ricevuto l'ordine di perquisire la sua abitazione, e di arrestarlo, se nella medesima avesse rinvenuto un cannone. Però aggiunse che non voleva rovinarlo., e che se, in quella stessa notte, avesse fatto trasportare il pezzo vicino alle mura, e ve Io avesse sotterrato, sporgendogli in pari tempo analoga denunzia, tutto si sarebbe accomodato. All'uopo, le pattuglie notturne si sarebbero astenute dal perlustrare quei luoghi, dall'una alle tre dopo la mezzanotte.
Evidentemente, il Sagretti, ima volta saputo dove il cannone si trovava, Si sarebbe recato sul posto, e fattolo scavare, senz'alti' avrebbe dato a credere che era stato ivi nascosto da rivoluzionari, i quali avevano imbastito chi sa quale piano di rivolta. Il Boldreghini però, che era un uomo onesto, non volle saperne del trucco, e siccome nei giorni che seguirono emissari del Sagretti tornarono alla carica, egli rivelò ogni cosa al governatore distrettuale, che fece portare via dai carabinieri il tormentato cannone, e cosi il tenente Sagretti dovè rinunziare alla