Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <381>
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/ casi ài Romagna 381
Anche quei rivoltosi che avevano preso parte agli avveni­menti svoltisi nella Legazione di Ferrara, si diressero, col Bei-tram i, verso la Toscana, e altrettanto fecero quei pochissimi (non più di 13),-.citte non erano venuti meno all'impegno di agire presso Faenza. Questi ultimi, comandati dal faentino conte Eaffaele Fasi, si provvidero di armi sorprendendo, la notte dal 24 al 25, il posto di finanza alle Balze. Per riuscire nell'intento, si fecero prece­dere da due dei loro, che chiesero un po' di vino; quindi, colto il momento propizio, piombarono sui finanzieri, 6 in tutto, e tol­sero loro i fucili. Un brigadiere dei carabinieri, che fungeva da commesso di polizia, venne invece lasciato in pace.
Così armati, attesero invano alla Eotonda, presso FSenza, la colonna del Bel trami, e Francesco Marsari di Castel Bolo­gnese, che avrebbe dovuto venire con rinforzi da quella località, e per ricercarlo, come si è narrato, mandarono al sacrificio i due faentini Alfonso Castellani, giovanetto di 17 anni, e Francesco Mambrini. (1)
Non trovate le armi, nascoste ivi presso, (2) accresciuti di altri 15, credettero miglior partito abbandonare la Eotonda, e non lungi dal confine toscano si unirono, il giorno 26, a un nuovo grappo di 40 faentini, comandati dall'orefice Galanti, che erano mossi alla loro ricerca. Tutti insieme sconfinarono allora nel ter­ritorio della Toscana, dove era entrato anche il Beltrami, reduce dalla fallita impresa di Bagnacavallo; poi, divisi in due colonne, ripassarono il confine, e si fermarono nuovamente alla caserma delle Balze, occupata da un solo finanziere e dal commesso di polizia.
Brano circa 120 uomini, e li rallegravano due amazzoni, tali Geltrude Santandrea e Angela Chiarini. Siccome pioveva a di­rotto, accesero grandi fuochi e si rifocillarono col vino dei do­ganieri, introducendosi alcuni nella casa dei contadini Liverani, in località li fondi della lama, dove si rifornirono di biada e di fieno, e si impadronirono di un fucile e di altre armi.
Appena il governatore e le autorità militari di Faenza ebbero notizia della cosa, spedirono a quella volta due colonne di truppa, di 60 uomini ciascuna, composte di carabinieri, volontari, svizzeri
(1) Vedi il cap. V.
(2) Vedi il cap. n.