Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <393>
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I oasi di Romagna 398
mandato qualche aiuto, onde essere tatti pronti ad una chiamata sebbene a ninno si è manifestata la uosa, tranne dei pochi nominati. Egli è perciò, se in seguito le mie risposte ti tardassero una qualche volta, non fartene caso, per­one io potrei essere lontano da qui, e forse e forse vicino a te. La prima parte della lettera converrebbe mostrarla al comune amico Sig. Faustino, e far sì che la rendesse ostensibile al Sig. Conte Andrea Lettimi, non però la seconda parte della lettera, che io amo resti totalmente in te, siccome tanto mi si rac-oomanda il segreto, anima principale di ogni impresa. Conosco die io più d'ogni altro avrei dovuto serbarlo, ma io non poteva trattenermi di significartelo, siccome sempre tu fosti quello in cui io deposi ogni pensiero, e conoscesti qualunque movimento di ogni mia azione, della vita mia. Farai pure le mie scuse Cól buon Faustino, perchè io mai le scrissi, significandogli come non ebbi coraggio por farlo, essendo rimasto troppo avvilito, mortificato dai per me contrarli avvenimenti della sorte, che però sonoroi sempre impressi nella memoria i favori da lai ricevuti, ed i tratti di vera amicìzia dimostratimi in molti incontri, e che se la sorte un giorno vorrà essermi propizio, siccome spero, non mancherò certamente a dimostrargli che egli non favori nn ingrato. Le stesse parole ripeterai ool Sig. Conte Giuseppe Baldini, se ti fai mai a ri­trovarlo o ad incontrarlo in qualche luogo, come del pari il Sig. Avv. Fer­rante Ferri, tanto ottimo e generoso amico, al quale aggiungerai mille cose a mio riguardo. Di questi, come degli altri, dammi un esteso ragguaglio dei loro affari, delle cose loro. So aggi ugnerai anche qualche linea stilli particolari delle cose della nostra città, l'avrò per cosa gradita, sebbene vedo che a fronte di avertene io con altre mie richiesto, tu non so, o per timore di danneggiarti, o per precauzione, me ne hai sempre fatto silenzio. Basta, fa ciò che credi; non volendo giammai obbligarti a quello che l'animo tuo non è disposto. Nel tempo della mia malattia, in nna lettera che ebbi da Pietrino Lombardi, mi parlava a lungo del fattore Pietro Bonzi, pregandomi e raccomandandomi di vedere di non significarlo colle duo esposizioni di cambiali ohe egli avea emesso per me in suo nome, portanti insieme la somma di romani sondi 300, scadenti alla'fine del corrente e colla fine di gennaio prossimo ventar, molto più, siccome egli mi scrive, il medesimo fattore Renzi Pietro trovasi discre­tamente a buon porto per tutti i suoi interessi. Io da qui non saprei cosa scri­vergli, cosa dirgli, perciò ne scrivo a te, perchè parli col medesimo fattore Benzi, vedendo in qualohe modo di combinare, protraeudo e manifestando anche a chicchessia, por la verità, siccome descrissi nel foglio riassunto dello cambiali esser tali due cambiali di comodo, in vista ohe io gli avea procurato lo sfogo di altre due di se. 125 cadauno, scadenti colla fine settembre ed tè-tobre scorso, e ohe conseguentemente a me solo no spettava il pagamento. NulPaltro per ora mi rimane a dirti, solo di conservarmi vivo nella tua me­moria ed in quella dei buoni amici, ed a credermi eternamente
Pel tuo aff"* ongino GIACOMO GRANDI