Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secolo XIX
anno
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1997
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pagina
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148
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vani perugini, e tra questi Ariodante Fabretti che, pressoché contemporaneamente, aderì anche alla Massoneria.4)
Nel 1845 il direttore generale di polizia dello Stato pontificio trasmise da Roma al delegato apostolico di Perugia una relazione segreta stilata da un confidente (che poi risulterà essere Luigi Bovalini di Todi), datata settembre 1845, nella quale l'informatore parlava di un incontro segreto in casa di Fabretti con Cesare Ragno tri, in cui si sarebbe parlato del Congresso degli scienziati tenutosi in quelle settimane a Napoli, ma anche di armi provenienti dall'Inghilterra e sbarcate a Livorno qualche mese prima, e della scadenza del pagamento di queste armi,5)
Quando, nell'estate del 1847, fu istituita a Perugia la Guardia civica, Fabretti entrò a farne parte come tenente, avendo come commilitoni, tra gli altri, Tiberio Ansidei, Nicola Danzetta, Tiberio Berardi, Mariano Guar-dabassi e Coriolano Monti, tutti regolarmente massoni.6) Il 10 ottobre di quell'anno egli tenne una conferenza all'Accademia dei Filedoni, nella quale espresse apprezzamento per i primi atti di governo, apertamente riformatori, di Pio IX.
Nell'agosto 1848 si costituì a Perugia il Circolo popolare, importante palestra di democrazia e di dibattito politico. Presidente fu eletto il mazziniano Filippo Senesi, e Fabretti segretario per la corrispondenza. Nelle assemblee del Circolo furono affrontati soprattutto due argomenti: il suffragio universale e il federalismo. Vi si discutevano le idee di Gioberti, di Mamiani e di Montanelli, ma esso era anche una fucina di una sempre più aperta opposizione ai residui teocratici.7) Nel settembre dello stesso anno, Fabretti fu eletto consigliere municipale di Perugia.
Convocate le elezioni a suffragio universale nello Stato pontificio, nel gennaio 1849 Fabretti fu eletto, con oltre 6.000 voti, deputato all'Assemblea costituente romana. Ne fu eletto subito Segretario, insieme all'altro umbro Giovanni Pennacchi, ad Antonio Zambianchi e a Quirico Filopanti. Fu inoltre nominato delegato alla pubblica istruzione. Andò sempre fiero di aver preso parte, da protagonista, al primo atto dell'Assemblea, che proclamò, nella seduta notturna del 9 febbraio, tre
4) Cfr. ID., Ariodante Fabretti massone, in Hiram, marzo 1989, pp. 84-87. Sulla ricostituzione della Giovine Italia si vedano F. DELLA FERUTA, Macini e i rivoluzionari italiani Il partito d'agone 1830-1845, Milano, 1974, p. 315 e S. MASTELLONE, Il progetto politico di Manzini (Italia-Europa), Firenze, 1994, pp. 205-207.
*> Si veda L. FABRETII, // rapporto di un informatore segreto alla polista pontificia del 1845, in Archivio storico del Risorgimento umbro, a. I (1905), n. 4.
6) Cfr, V. U. BISTONI - P. MONACCHIA, Due secoli di Massoneria a Perugia e in Umbria (1775-1975), Perugia, 1975, p. 101.
7) F- Bozzi, Annibale Vecchi. Le trame politiche, l'agone massonica, l'impegno civile, Perugia, 1991, p. 24.