Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secolo XIX
anno
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1997
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Ariodante "Fabretti politico 151
soldato Italiano che mancasse all'adempimento di questa protesta, verrà considerato spergiuro e traditore della Patria.14)
H carattere apartidto della Società fu invocato nel gennaio 1859, quando fu respinta dal Direttivo la proposta di un consigliere di adesione al programma della Società Nazionale. Ma, probabilmente, la maggioranza del consiglio, essendo di tendenze repubblicane (oltre al Fabretti vi erano persone come Felice Scifoni, Antonio Zambianchi, Ottavio Coletti) non volle aderire ad una Società che aveva come motto Italia e Vittorio Emanuele.
Nel 1859, alla vigilia della seconda guerra d'indipendenza, Fabretti confessò al Vecchi di sentirsi a Torino politicamente inutilissimo15X Ma, quando la Società da lui presieduta sembrava aver perso ogni funzione, le giunse inaspettata, ai primi di giugno, la somma di ben 6.000 franchi da parte di Niccolò Tommaseo, che li aveva ricevuti dal giornale parigino Le siede, da destinare all'allestimento di volontari per l'Italia. Il Direttivo, riunito da Fabretti, deliberò di utilizzare la somma, oltre che per aiutare gli esuli bisognosi, anche per dare un contributo a coloro che intendevano recarsi volontari in Toscana.
Alla fine di giugno del 1859 giunsero a Torino le drammatiche notizie delle stragi di Perugia del giorno 20. Fabretti convocò di nuovo il Direttivo della Società, che deliberò di consegnare 100 franchi ad un Comitato incaricato di raccogliere offerte per finanziare un'azione di pubblicità a quel fatto barbarico perpetrato dai soldati pontifici e per venire in aiuto ai perugini che erano stati costretti ad emigrare. Questa Società, in sostanza, si trasformò, anche se per pochi mesi, per iniziativa del Fabretti, in attivo centro di iniziativa politica.
Sul piano personale, egli confessò di provare le pene dell'inferno per le vicende perugine del 20 giugno, sentendosi impotente lontano dalla sua città. Espresse ammirazione per la resistenza eroica dei perugini, che avevano dato scrisse generosamente il sangue perché fecondi il gran concetto italiano.16) Raccolse notizie dettagliate al fine di preparare una relazione da inviare a Cavour, che tuttavia era tenuto informato anche dal Danzetta e dal Gualterio. C'è da aggiungere che, a Torino, Fabretti collaborò, tra l'altro, ai periodici II Cimento e la Rassegna contemporanea.
Nel maggio del 1860 egli seguì da Bologna, nella cui Università quell'anno fu chiamato ad insegnare, l'impresa dei Mille, con la speranza che, dal suo successo, potessero derivare degli effetti positivi anche
M> Cfr; L. L, BARBERIS, Dal moto di Mi/ano del febbraio 1853 all'impresa di Sapri, in AA.W., L'emigrazione politica a Genova e in Liguria dal 1848 al 1857, Modena, 1957, pp. 573-574.
Gfo G.B. FURIOZZI, L'emigrazione politica in Piemonte àt, p, 176.
> Cfr. G. DEGÙ Azza, op. eh., p. 167,