Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <154>
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154 Gian Biagio Furiorì
in competizione con il Danzetta, come due anni prima.23) La candidatura gli venne confermata anche dalla Società operaia, che il nuovo presidente Tommaso Rossi cercava di sottrarre alle secche dell'egemonia moderata e di attrarre nell'orbita della democrazia progressista.24) Fabretti ringraziò personalmente il Rossi, mettendolo in guardia da possibili falsificazioni delle sue posizioni politiche da parte di avversari, gli scrisse, interessati a far credere che egli pensasse ad inconsiderate mutazioni di ordinamenti amministrativi, e d'intendimenti che potessero turbare il pacifico e pro­gressivo sviluppo delle nostre istituzioni ; e concluse: Conserviamo in­tatta la libertà, della quale tanti anni di sventure ci resero finalmente me­ritevoli, ma libertà per tutti, poiché nessuno in Paese libero deve prendersi il diritto di cospirare a danno dello Stato.25)
La Società operaia diffuse anche un manifesto elettorale nel quale si indicavano quali problemi da risolvere in via prioritaria: il debito pubblico, l'autonomia degli enti locali e la conquista di Roma.26) Fabretti, candidato questa volta nel primo Collegio, fu battuto da Coriolano Monti (101 voti contro 279). Un esito sul quale influirono, come gli scrisse il Vecchi, l'apatia, il carnevale ed il cattivo tempo ,27) ma soprattutto le pressioni prefettizie sugli impiegati, sui giudici e sugli appartenenti alla Guardia na­zionale, pressioni indirizzate a far votare Monti e Danzetta.28)
Nel corso di quell'anno, com'è noto, Roma tornava ad essere il cen­tro degli interessi politici del Partito d'Azione. I rumori si rincorsero per tutta l'estate, e Fabretti chiese all'amico Vecchi: Che ne pensi dei prepa­rativi che si fanno per la rivoluzione o insurrezione di Roma e delle pro­vince romane?.29) Vecchi, come ha osservato Franco Bozzi, più che sof­fermarsi a pensare agiva: tramando nell'ombra, ammassando armi e munizioni, reclutando uomini.30) Appena conquistata Roma, il Governo si precipitò a chiamare in anticipo gli italiani alle urne, pensando di trarre vantaggio dall'avvenimento. In queste elezioni, indette per il 19 novembre 1870, non troviamo ufficialmente candidato il Fabretti nel capoluogo um­bro. Nel primo Collegio erano candidati Coriolano Monti e Nicola Dan­zetta, nel secondo il solo Danzetta; entrambi posero l'accento sull'unità del
23} B.A.P., Carteggio di Annibale Vecchi, Ms. 3168.
24) F. BOZZI, Luigi Piamiani e la cospiratone in Umbria in R. UGOLINI (a cura di), Luigi Pian eia ni tra riforme e rivoluzione, Napoli, 1992, p. 329.
29 B.AP., Ms. 2217-V-31.
26) In G.B. FURIOZ23, Ariodante Fabretti tra Mastini e Garibaldi cit, p. 50.
27) BAP, Ms. 2187. 2*0 Ibidem.
2?) BJVP., Carteggio di Annibale Vecchi, Ms. 3168 (lettera del 10 giugno 1867). 39 in F. BOZZI, Luigi Pianciam e la cospirazione in Umbria cit., p. 330.