Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <155>
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ArìodanU Fabretti politico 155
Paese e sulla necessità del rafforzamento militare.31) Nonostante non fosse candidato, a Fabretti andarono sette voti, cosa che costrinse, insieme al grande assenteismo, il Danzetta al ballottaggio; risultarono ovviamente eletti il Monti e il Danzetta.32?)
In occasione delle elezioni del 1873 fu la neonata Società perugina d'Atti e Mestieri, presieduta dalTing. Guglielmo Calderini, ad avanzare la candidatura del Fabretti, il quale, lieto di non essere caduto dalla memo­ria dei suoi concittadini, accettò di nuovo e osservò che, a suo parere, le questioni sul tappeto erano per tre quarti finanziarie; il Paese aveva bi­sogno soprattutto di snellire Farnrninistrazione e ridurre le spese.33) La So­cietà d'Arti e Mestieri invitò anche la Società operaia a sostenere, come per il passato, la candidatura Fabretti34) e diffuse un manifesto elettorale nel quale si esaltavano le qualità politiche, morali e scientifiche del candi­dato.35) Fabretti stesso inviò da Torino, come di consueto, una lettera-programma agli elettori, nella quale ribadiva che più delle questioni es­senzialmente politiche, l'Italia doveva preoccuparsi di quelle amministra­tive e finanziane, come il disavanzo pubblico e gli stipendi degli impiegati civili e militari. Ma il suo pensiero andava anche alle altre categorie di cit­tadini che sentivano l'asprezza della vita, come le centinaia di famiglie che abbandonavano il suolo d'Italia.36) Da Roma intervennero in suo so­stegno anche l'Associazione progressista e il Circolo progressista presieduti da Francesco Crispi, che stamparono un breve volantino.37)
Al contrario, il Corriere dell'Umbria, organo dei moderati, cercò in ogni modo di contrastarlo, rifiutandosi di pubblicare il primo annuncio della sua candidatura, negandogli ogni capacità amministrativa e diffonden­do la voce di una sua presunta ineleggibilità in quanto professore univer­sitario. Così la Società d'arti e mestieri fu costretta a pubblicare un secon­do manifesto per smentire quest'ultima inesattezza e per attestare le capacità politiche del Fabretti, definito il primo esempio che abbiamo, anche nella stessa nostra città, d'individui che al sommo sapere in un ra­mo scientifico uniscono ampia attitudine a trattare i pubblici negozi.38) Va
3i) Cfr. il Corriere dell'Umbria del 17 novembre 1870.
32) Jw, 28 novembre 1870,
33). Lettera di Fabretti a Calderini dell'I 1 dicembre 1873, B.A.P., Ms; 2217-III-1.
30 É Ms. 2217-TV-2.
35) Jw, Ms. 2217-1-1.
30 Zw, Ms. 2217-1II-4.
37) jy, Ms. 2217-111-5.
3) Ctr. G.B. FURIOZZI, Ariodante Fabretti tra Mastini e Garibaldi cit., pp. 63-64.