Rassegna storica del Risorgimento

Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <161>
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Il conclave di Leone XIII 161
soggiorno di due anni a Firenze, dove strinse relazioni con l'ambiente di corte del granduca, in particolare con la principessa Luisa Corsini Scotto, per la quale conservò, ricambiato, un affetto filiale;8 quindi a partire dal 1855 a Roma, dove stabilì definitivamente la sua residenza. Nella capitale pontificia Kulczycki sembrò aver trovato una seconda patria: qui sposò una distinta signorina della borghesia romana, che gli diede cinque figli, e qui egli ebbe occasione di mettersi in luce negli ambienti vicini a Pio EX con alcune pubblicazioni che ne esaltavano la politica e, per contro, stigmatizzavano quella dei liberali italiani, ai quali si rimproverava di voler raggiungere l'unità nazionale ai danni della religione cattolica e del potere temporale del papa. *
Ben presto, però, l'idillio tra Kulczycki e il governo di Roma andò guastandosi Decisiva era stata l'insurrezione di Varsavia del gennaio 1863 che aveva visto l'esule polacco rappresentante di quel governo nazionale presso la S. Sede e critico verso la politica di Pio DC II pontefice, ispirato dal card. Antonelli, tendeva a separare per evitare un isolamento diplo­matico che avrebbe avuto riflessi negativi sulla questione del potere tem­porale la rivendicazione dell'indipendenza religiosa dei polacchi sotto il governo zarista da quella dell'indipendenza nazionale, provocando così la delusione, non soltanto del governo insurrezionale di Varsavia, ma anche del popolo polacco e dello stesso clero soggetti alla dominazione russa.
; Luisa Corsini Scotto (1808-1889), di origine pisana, aveva sposato il principe Andrea Corsini (1804-1868). Nel periodo antecedente l'Unità ricopriva la carica di prima dama di corte della granduchessa (v. Annuario della nobiltà italiana, a. V (1883), p. 419; e Archivi dell'aristocrazia fiorentina. Mostra di documenti privati restau­rati a cura della Soprintendenza Archivistica per la Toscana tra il 1977 e il 1989, Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, 19 ottobre-9 dicembre 1989, Firenze, 1989, p. 85).
' Dalla moglie Teresa l'esule polacco ebbe quattro maschi (Casimiro, Ladislao, Guido e Sigismondo), ed una femmina (Maria Concetta). Quest'ultima morì a Subdaco fl 17 agosto 1879.
I0) La Polonia e l'Italia dinanzi a Pio TX, Roma, 1860; e II Papato e l'annessione, Roma, 1861 (apparso Tanno precedente in lingua polacca a Posen). Il primo dei due opuscoli si guadagnò l'attenzione della Civiltà Cattolica (serie IV, voi. V (1860), pp. 479-481), che lo recensì quale bel saggio di quella fede veramente cattolica e di quella generosità magnanima, che fu custodita sempre come suo più prezioso retaggio dalla nobilissima ed eroica nazione Polacca (p. 479). Cri. G. MARTINA, Pio IX (1851-1866), Roma, 1986, p. 511, nota 25.
n) Cfe. S. OLZAMOWSKA-KDWRONSKA, Pie IX et l'insurrection polonaise de 1863-1864 dans la correspondance avec les éviques du Rqyaume de Pologne d'après les documenti authènliques, in Sacrum Poloniae Millennium, XII, Rzym (Roma), 1966, pp. 1-469; G. MARTINA, Pio IX (1851-1866), cit, pp. 533-544; e E. JAHLONSKA-DEPIULA, ha Primave­ra dei Popoli e l'Insurrezione di Gennaio (1831-1864), in Storia del cristianesimo in Polonia, a cura di J. KLOCZOWSKJ, prerazione di G. DE ROSA, Bologna, 1980, pp. 337-385.