Rassegna storica del Risorgimento
Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
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1997
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// conclave di Leone Xìil
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l'uomo politico milanese, investivano anche il campo delle relazioni politico-sociali internazionali: Kulczycki segnalava ai primo segretario del re quelle personalità, in particolare giornalisti e letterati di origine polacca, meritevoli di qualche distinzione onorifica dell'Ordine Mauriziano e della Corona d'Italia, o disposti pur di fregiarsi dell'ambita onorificenza a versare nelle casse di quegli Ordini stessi o di altri enti pubblici italiani laute elargizioni Attraverso questi contatti intemazionali, specie con il fuoriusci-tismo polacco, Kulczycki contava, peraltro con scarsi risultati, di indirizzare la politica estera italiana a favore della causa polacca ed in senso antirusso.
Le informazioni di Kulczycki su quanto avveniva in Vaticano, oggetto prevalente delle sue corrispondenze dal 1870 in poi, seppure non sempre attendibili," sono di una certa importanza documentale, come tutte quelle che provengono òsSSinterno di un determinato ambiente chiuso di cui si voglia conoscere qualcosa di più di quanto non trapeli ufficialmente all'esterno. In questo senso, le lettere dell'esule polacco al Cor-
state segnalate in passato da F. CHABOD, Storia della politica estera italiana, ck., p. 685, nota 2, e G. CAROCCI, Agostino Depretis, cìt, p. 194, nota 1. Le lettere relative al conclave ed all'incoronazione di Leone XIII, che vanno dal 7 febbraio al 5 marzo 1878 sono qui riprodotte in appendice e nel citarle indicheremo il numero progressivo. Delle altre lettere di Kulczycki a Correnti che riproduciamo nel testo (soltanto i passi che riguardano i rapporti tra Chiesa e Stato), conservate presso il Museo del Risorgimento di Milano, indicheremo soltanto la data, omettendo la segnatura archivistica.
L'esule polacco raccoglieva e riportava nella sua corrispondenza con le autorità italiane, oltre le notizie di qualche interesse politico, anche tutti i pettegolezzi che circolavano negli ambienti della Curia su Pio IX e sui rarHinal provenienti probabilmente dai prelati frondisti piccoli e grandi con cui egli era in contatto. Cosi, ad esempio, nella lettera del 30 giugno 1870 al Blanc, egli aveva asserito che il card. Guidi fosse figlio naturale di Pio IX (ASMAE, Archivio di Gabinetto 1861-1887, pacco 209, rase. 6). D Martina ha espresso alcuni anni or sono le sue riserve sia su quanto andava propalando Kulczycki, frutto di vere o presunte maldicenze di corte, sia sugli studiosi che le hanno raccolte, come lo storico svizzero A. B. Hasler, che nella biografìa di Pio IX si era appunto appigliato al pettegolezzo dell'esule polacco per affermare quell'inverosimile paternità (G. MARTINA, Pio TX e il Vaticano I, di A, È. Hasler. Rilievi critici, in Arcbivum Historiae Pontificia, 16 (1978), p. 349). Tuttavia, le notizie che Kulczycki forniva alle autorità italiane (che riflettono anche quando non sono autentiche una certa mentalità degli ambienti della Curia vicini od ostili a Ho IX), costituiscono una fonte importante, seppur da vagliare di volta in volta con la dovuta prudenza.
In particolare, fino dal 20 settembre il governo italiano prestò grande attenzione allo stato di salute di Fio IX, temendo che una malattia di una certa gravità potesse essere fatale al pontefice, ormai avanti con gli anni e logorato da un lungo pontificato. Nell'eventualità della morte di Pio IX le autorità pubbliche dovevano agire tempestivamente ed in maniera da ottenere il consenso delle potenze cattoliche di fronte a qualsiasi attitudine del Sacro Collegio rispetto al conclave, sia se si fosse tenuto ìn Roma, come esse auspicavano, sia se si fosse deciso dì lasciare l'antica sede