Rassegna storica del Risorgimento

Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <166>
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166 Carlo M. Fiorentino
remi sul conclave di Leone XIII e sui primi anni del pontificato leoniano possono essere di qualche utilità per comprendere alcuni momenti della questione vaticana in questo torno di tempo ed i suoi complessi intrecci con la situazione internazionale.
Abbiamo detto che il carteggio da noi conosciuto tra Kulczycki e Correnti inizia nel 1876. In occasione della morte di Pio EX e del succes­sivo conclave i rapporti tra i due erano ormai consolidati, e l'uomo politi­co lombardo attestava l'attendibilità delle notizie inviategli dall'esule polac­co trasmettendole a sua volta al presidente del Consiglio Depretis, tra le cui carte sono appunto conservate. Peraltro, già in seguito alla morte di Vittorio Emanuele II Kulczycki aveva avuto occasione di far valere i propri uffici presso il governo italiano. In una lettera del 25 gennaio 1878 al Correnti egli scriveva: Qui si fa tutto il possibile, per mezzo del cardinale-vicario, affinché l'Enciclica contro l'ascensione al trono di S. M., o non venga pubblicata per niente, o pure sia estremamente blanda. Ne discorreremo a voce. Faccio agire prelati antichi conoscenti . L'informa­zione di Kulczycki si rivelava esatta: oltre alla circolare di protesta del card. Simeoni, segretario di Stato vaticano, contro l'assunzione al trono di Umberto I e la presenza dell'arciduca austriaco Ranieri ai funerali di Vittorio Emanuele H, ed alcuni atti di significato politico secondario del pontefice, come il breve di lode Osservatore cattolico, il quale aveva accolto la morte del primo re d'Italia con un articolo che certamente non faceva onore alla sua pretesa ispirazione religiosa, e l'ordine impartito Osservatore romano di non pubblicate la lettera-pastorale di mons. Ga­staldi, arcivescovo di Torino, in commemorazione del sovrano scomparso,
del papato per un'altra città fuori d'Italia. Nell'uà caso o nell'altro bisognava organiz­zare un servizio di sorveglianza adeguato, che prevenisse incidenti di qualsiasi sorta e che non lasciasse adito ad alcuna protesta da parte delle potenze cattoliche (v. C. M. FIORENTINO, ha malattia di Pio TX nella primavera del 1873, cit).
' Le otto lettere di Kulczycki relative alla morte di Pio IX ed al conclave di Leone XIII, che riportiamo in Appendice, sono conservate in ACS, Carte Depretis, serie I, busta 23, fesa 83.
Cri. R. DE CESARE, Il conclave di Leone XUI, con aggiunte e documenti, e II futuro conclave, Otta di Castello, 1888, pp. 33-34; e G. MARTINA, Pio TX (1867-1878), Roma, 1990, p. 519.
28) Il giornale intransigente aveva commentato la morte di Vittorio Emanuele H con queste parole: A Roma pi re] restò come egli stesso aveva profetizzato: ma ci restò cadavere (cit. in G. MARTINA, Un duplice centenario: la morte di Vittorio Ema­nuele II e di Pio IX, in Studi Romani, s. XXVI (1978), p. 341). Nel breve di Ho IX, pubblicato dalla Civiltà Cattolica (serie X, voi. V (1878), pp. 492-493), non si faceva ovviamente diretta menzione dell articolo dell' Osservatore cattolico sulla morte del re; tuttavia Tatto pontificio giunse proprio nel momento in cui aspra era la polemica sulla stampa liberale contro quel giornale, che non aveva saputo trattenere la sua animosità neanche di fronte a quella luttuosa circostanza.