Rassegna storica del Risorgimento

Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <169>
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lettera del 15 febbraio, le possibilità del Pecci di essere eletto papa erano molte. E nella lettera del giorno successivo doveva ancora aggiungere: il tratto signorile del cardinale camerlengo e la sua cordialità sono piaciuti immensamente ai cardinali stranieri.
Del tutto prive di fondamento erano invece, secondo Kulczycki, le voci rimbalzate fuori dal palazzo Vaticano relative alla candidatura al soglio pontificio del card. Luciano Bonaparte, cugino di Napoleone HI. Questo porporato è assolutamente privo d'ingegno , egli scriveva nella lettera del 15 febbraio, è una nullità perfetta . Inoltre ostava alla sua elezione anche la diffidenza che suscitava negli stessi cardinali francesi la nomina a papa di un Bonaparte. '
Il 20 febbraio 1878 usciva eletto dal conclave il cardinale Pecci, come nelle speranze del governo italiano e della diplomazia europea. Non cono­sciamo quale sia stata l'attività informativa di Kulczycki alla vigilia dell'ele­zione, in quanto nella sua corrispondenza con il Correnti vi è un vuoto tra il 16 ed il 20 febbraio. Nella lettera della mezzanotte di quest ultimo giorno l'esule polacco scriveva al Correnti di aver ottenuto da ragguarde­vole persona le notizie richiestegli sul programma politico che in Vatica­no si voleva seguire rispetto all'Italia. Secondo questo programma, che non era stato ancora approvato da Leone XIII essendo stato eletto papa soltanto da qualche ora, si aveva in Vaticano l'intenzione di abbandonare la politica di Pio IX della prigionia, e mettere alla prova il governo italiano sulla volontà o capacità di consentire davvero al pontefice di muoversi liberamente per Roma come prima del Venti Settembre.
Leone XIII non si era comunque pronunciato al riguardo, ma il go­verno italiano da parte sua aveva perso l'occasione di fare un passo signi­ficativo di avvicinamento alla S. Sede il giorno stesso dell'elezione. In Vaticano scriveva ancora Kulczycki nella stessa lettera del 20 febbraio sì era rimasti delusi perché le autorità pubbliche non avevano consentito di sparare a salve i centouno colpi di cannone da Castel Sant'Angelo in
che Pecci non sia affetto popolare in Curia (A. Guicaou, Diario di un conservatore1 Milano, 1973, p. 33).
* Appendice, doc n. 5.
Appendice, doc. n. 6.
Appendice, doc. n. 5.
Probabilmente le lettere dell'esule polacco in questo arco di giorni o sono andate smarrite, dovendosi verosimilmente trovare tra le carte Depretis, o si trovano conservate in uno dei fondi ancora inesplorati òcVì Archivio Correnti conservato presso il Museo del Risorgimento di Milano. Appare comunque poco probabile che in questo intervallo di tempo non ci sìa stata corrispondenza tra Kulczycki e Correnti.
) Appendice, doc. n. 7.