Rassegna storica del Risorgimento
Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
anno
<
1997
>
pagina
<
171
>
Il conclave di Leone XIII
171
Corona, e di stabilire un primo contatto diretto con Leone XIII con una deferente lettera personale: quest'atto non avrebbe diminuito la monarchia davanti al papato, in quanto che il Papa è un vegliardo mentre il Re è un giovine.
A parte l'audacia di questa proposta, ' sembrerebbe che dei consigli di Kulczycki si tenesse un qualche conto al Quirinale, e che anzi, attraverso il Correnti ed il card. Franchi, nuovo segretario di Stato vaticano, l'esule polacco fungesse addirittura da mediatore tra il re ed il papa. Ne è forse una prova la lettera al Correnti del 24 aprile 1878, dove si legge:
Il biglietto da rimettersi al Cardinale Franchi sarebbe assai opportuno nel senso che indicai, e se V. E. non ha difficoltà di mettere confidenzialmente in iscritto pel Santo Padre ciò che mi disse per parte di Sua Maestà, e di lasciado alla sua Signora, potrà avere grandi risultati
Nonostante le prime incomprensioni seguite all'elezione di Leone XIII, i rapporti fra Chiesa e Stato sembravano essere avviati per la strada della conciliazione, e ciò era confermato anche dalla nomina a segretario di Stato del card. Alessandro Franchi, il quale da sempre godeva negli ambienti, della classe dirigente italiana fama di prelato conciliativo e tendenzialmente liberale, tanto da mettere in allarme, nonché gli intransi-
Appendice, doc n. 8.
La lettera a Leone XIII Umberto I non la scrisse, e lo stesso discorso della Corona fece grande impressione per il silenzio serbato sul nuovo papa (G. MANFROM, Sulla soglia del Vaticano, cit, p. 422). Peraltro aveva pensato jl fratello del re, Amedeo di Savoia, a stabilire un contatto diretto con Leone XHI nelle settimane successive alla sua elezione. Il papa aveva risposto il 7 aprile, come risulta da un'altra lettera di Amedeo di Savoia a Leone XHI da Torino del 22 aprile 1878 (ASV, Miscellanea Leone X277, busta 1, fase. B). In quest'ultima lettera il principe Amedeo assicurava che si sarebbe sottomesso pienamente alle condizioni indicategli dal papa ed avrebbe cercato il mezzo più adatto per compierle. Non sappiamo a cosa si riferisse il fratello del re, probabilmente a questioni di carattere personale; tuttavia è indicativo come Leone XIII abbia voluto continuare quei rapporti di armonia che già correvano al tempo di Pio IX fra il capo del cattolicesimo ed i membri della famiglia reale.
1 Con la nomina del Franchi (1819-1878) in sostituzione del Simeoni alla guida della Segreteria di Stato, Leone XIII volle indicare all'opinione pubblica intemazionale l'avvio di un nuovo indirizzo della Santa Sede nei rapporti con gli Stati e con i popoli, un indirizzo più flessibile di quello, oltremodo rigido, seguito da Ho DC negli ultimi tempi del suo governo pontificale (G. IGNESTI, Francia e Santa Sede, cit., p. 25). Già il Soderini aveva scritto: Altro indizio del suo spirito conciliante diede il nuovo Papa nella scelta dei personaggi dei quali subito si circondò, come i Cardinali Franchi e Nina, Mons. Boccali, Mons. Domenico Jacobini, Conte Carlo della Stana, il