Rassegna storica del Risorgimento
Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
anno
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1997
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pagina
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173
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Il conclave di leeone XIII ì <*
terribile e misteriosa morte. H cardinale Nina, nuovo segretario di Stato, è talmente spaventato, che dichiarò al Papa che sino all'inverno non andrà ad abitar nel Vaticano. Sembra dunque che il partito fanatico vi abbia i suoi sicari; ma non si voleva sollevare una questione giudiziata [sic], ed ecco perché vi è la parola d'ordine di rappresentar la morte del Franchi come naturalissima.
La gravità della rivelazione di Kulczycki, che si andava ad aggiungere a quanto già si vociferava negli ambienti giornalistici e diplomatici, consigliò il governo di avviare delle indagini conoscitive, affidate al commissario di Borgo Manfroni. Questi, dopo aver raccolto notizie dai suoi confidenti in Vaticano, negò ogni credito alle voci che parlavano di avvelenamento, e assicurò che il card. Franchi era morto per un malore im-prowiso, causatogli dalla complessione fisica alquanto pingue.
Quale che sia la veridicità delle notizie sulla morte del card. Franchi insinuate dalla stampa e dal conte Kulczycki nella lettera al Correnti, quella prematura scomparsa comportò un rimpasto del governo della S. Sede con l'allontanamento dal Vaticano dei più stretti collaboratori del papa; rimpasto che lasciava temere un mutamento di atteggiamento della politica vaticana verso l'Italia. Mentre il card. Nina successe alla guida della Segreteria di Stato, il segretario della S. Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari mons. Czacki, che del card. Franchi era stato il maggiore collaboratore, venne rimosso qualche mese dopo dal suo ufficio -ed inviato come nunzio apostolico nella capitale francese; in sua vece fu nominato
J Kulczycki a Correnti, Porto d'Anzio, Villa Pontificia, 17 agosto 1878.
' Scriveva a questo proposito mons. Vincenzo Tizzani nelle sue Effemeridi romane: 1 agosto 1878, giovedì. Questa mattina il card. Di Pietro mi ha avvisato che il papa ha sospeso l'udienza per professori dell'Università cattolica per la morte venuta prima della mezzanotte del card. Franchi Appena morto il Franchi (è morto in Vaticano essendo segretario di Stato di Leone XIII), il di lui corpo si è annerito e dopo poche ore gli è caduto il naso. Ciò ha accreditato la voce che la morte gli fu procurata per veleno opinato [sic] dai cosidetti codini, secondo alcuni, o dai liberali secondo altri. Questa voce però non ha prove. Non ha fatto testamento ed ha ricevuto tutti i sagramenti. Il male aveva la sua sede nelle viscere, la mente sempre limpida. Di giusta statura, ben nudrito, colorito, viso rotondo e simpatico, grandi occhi. Avea ingegno e nello studio avrebbe profittato di più, se non ne fosse stato tolto innanzi tempo per la carriera degli onori. Era franco di modi, cortese, manieroso, apprensivo, sensibilissimo. Il cadavere si è dovuto oggi stesso incassare a causa del suo rapido disfacimento (Archivio della Canonica di S. Pietro in Vincoli, Roma, Fondo Titani, M 1046). Devo alla cortesia dell'amico Giuseppe M. Croce la segnalazione e trascrizione di questo documento.
1 G. MANFRONI, Sulla soglia del Vaticano, cit, pp. 437-438. La malattia del cardinale fu definita dal collegio dei medici che l'aveva avuto in cura, di cui fece parte anche Guido Baccelli, perniciosa colerica.
' Vladimiro Czacki (1834-1887), di famìglia nobile polacca (era nato a Poryck nella Volinia), era nipote della principessa Sofia Odescalchi, nata Branicka (cugina