Rassegna storica del Risorgimento
Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
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1997
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Carlo M. Fiorentino
mons. Ludovico Jacobini, già nunzio apostolico a Vienna, uomo gradito alle potenze cattoliche. Anche il più stretto collaboratore del Pecci a Perugia, mons. Federico Foschi, che aveva seguito il papa in Vaticano, preferì ritornare nel capoluogo umbro, in qualità di arciprete della Cattedrale. Nel darne notizia al ministero di Grazia e Giustizia per la concessione del placet regio, il procuratore generale del re presso la Corte di Appello di Roma, in ottimi rapporti con il card. Pecci al tempo in cui prestava servizio nella sede distaccata di Perugia, doveva scrivere non senza una punta di perplessità: è piuttosto a lamentare che [mons. Foschi] non possa o non voglia rimanere a fianco del Pontefice, che colla odierna nomina giustamente lo rimunera.
Con questa nomina ad arciprete della Cattedrale di Perugia il governo perdeva un altro partigiano della normalizzazione dei rapporti tra Stato e Chiesa in Vaticano, e non è affatto escluso che essa possa essere stata in qualche modo imposta al pontefice, che altrimenti molto difficilmente si sarebbe privato di un così stretto e fedele collaboratore, soprattutto nei momenti difficili degli esordi del suo pontificato.
della madre), di cui fu ospite ed attraverso la quale venne a contatto con Xintelligben-ia polacca esule in Roma. Entrato nella carriera ecclesiastica, fu prima nominato da Pio IX suo segretario particolare e nel 1877 segretario della S. Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari. Confermato in questa carica da Leone XIII, il Czacki fu stretto collaboratore del card. Franchi, con il quale era legato da antica amicizia. Su questo prelato, v. E. SODERINI, Il cardinale Vladimiro Czacki:, in La Rassegna Nazionale, a. X (1888), voi. XLI, pp. 290-317; e ID., Il pontificato di Leone XIII, cit, voL I-III, ad nomen.
1 Manfredi al ministero di Grazia e Giustizia, Roma, 11 dicembre 1878, n. 10624, in ACS, Min. dell'Interno, Dir. Gen. Affari di Culto, busta 114, rase. 266. Aveva scritto nella stessa nota l'alto magistrato: Monsignor D. Federico Foschi, Prelato domestico di Papa Leone XHT, e già canonico curato del Capitolo della Chiesa Cattedrale di Perugia, è stato recentemente dal Sommo Pontefice, con Bolla 26 novembre prossimo] p[assa]to, elevato alla dignità dell'Arcipretura nella detta Chiesa. O Monsignor Foschi ha l'età di circa anni 44; possiede ingegno e dottrina, e conduce vita specchiata. E laureato in ambe le leggi; ha adempito con saggezza a parecchi urlici Ecclesiastici in Perugia sua città natale, ove gode la generale estimazione; ed è rettore amatissimo di quel Seminario Vescovile sommamente reputato pei buoni studi e la buona educazione che ne raccolgono gli alunni La stessa autorità scolastica civile né è pienamente soddisfatta; giacché è stata sempre essa rispettata dal Seminario e dai Superiori ecclesiastici del medesimo; anzi si è coltivato tra le due autorità, e sonosi anche ammessi in Seminario maestri laici patentati II Foschi era il Segretario intimo del Cardinale Pecci (oggi Papa) quando teneva l'Arcivescovado di Perugia; ed era il mezzo pel quale il mitissimo prelato teneva i buoni rapporti colle civili autorità. Tali rapporti non vennero mai alterati; e si vedeva quasi nel Foschi (che non poteva non agire secondo le istruzioni del Cardinale) l'amico dei Prefetti, dei Comandanti Militari, e dei Magistrati giudiziari. Può esser certo quindi il Ministero che il Foschi e per mente e per costume, e per condotta temperata nei rispetti politici, è dei Sacerdoti piò stimabili e meritevoli del favore del Governo.