Rassegna storica del Risorgimento
Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
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1997
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Carlo M. Fiorentino
l'effetto degli intrighi dei Gesuiti, dovette inserire nella sua lettera la menzione sulla necessità del potere temporale, che altrimenti avrebbe evitata. In quanto poi al patronato regio ed altre cose, sono quis rioni relative al potere spirituale, e sulle quali il ministero non dovrebbe mostrarsi così gretto.
Anzi, per dirla confidenzialmente con V. E., il momento attuale sarebbe il più opportuno per offrire al papa i tre milioni. Leone XIII disse che li avevano offerti al suo predecessore, ma che egli personalmente non aveva avuto alcun invito per riscuoterli. Ora sembra che si tacciano passi segretissimi per averli per mezzo del governo germanico, che farebbe in queste trattative la parte che Napoleone HI fece nella cessione del Veneto. H Papa non pensa affatto che questo denaro sia una pensione italiana, ma bensì il suo proprio denaro, cioè quello della Santa Sede che gli viene restituito. Non bisogna badare alle declamazioni déO! Osservatore romano, il cui direttore è il capo o uno dei capi del partito piano. Leone XIII non nutrisce [sic] odio contro l'Italia.
Nella corrispondenza di qualche mese dopo Kulczycki tornerà ad insistere sugli aspetti economici che potevano rivelarsi una buona leva per rimuovere i maggiori ostacoli alla conciliazione tra Chiesa e Stato. Così scriveva il 1 febbraio 1879:
Il Papa disse l'altro giorno ad un cardinale che conosco queste parole, che credo di dovere citare testualmente a Vostra Eccellenza, onde ne faccia l'uso che crede: Il Re sa benissimo che mi trovo in disesto [sic] finanziario, e che domenica, giorno della Candelora, io riceverò non solo l'offerta dei Ceri, ma anche le offerte in denaro di tutto il mondo cattolico, perché si farà la questua in tutte le chiese per l'obolo di San Pietro. Il Re sa benissimo che io mi trovo in disesto [sic] perché m'hanno rappresentato come un Papa conciliatore. Mi trovo nella situazione di non poter creare nemmeno nuovi cardinali, perché non li posso pagare. Ho dovuto mettere a contribuzione tutti i Capitoli e i Corpi morali per tirare avanti. D Re sa pure che non posso accettare i tre milioni del Governo italiano, perché non mi posso mettere nel rango de' suoi impiegati civili; ma posso benissimo accettare da Umberto di Savoia il denaro di San Pietro. Non so davvero perché il Re e la Regina non vi hanno già pensato, specialmente per l'anniversario deDa morte del loro Padre. Se tutti i cattolici hanno obblighi verso il Capo della loro religione, i Figli di Vittorio Emanuele hanno obblighi maggiori.
Non si potrebbe, invero, attestare l'autenticità di queste informazioni; non è escluso che alcuni prelati di Curia non soddisfatti dell'andamento delle cose in Vaticano e conoscendo i rapporti dell'esule polacco con alcuni membri della classe dirigente liberale, si servissero di lui per diffondere notizie non autentiche o soltanto in parte rispondenti al vero con lo scopo di sollecitate il governo italiano a rompere gli indugi, collaborare a risanare le finanze della S. Sede e creare cosi le premesse per il supera-
' Si trattava dell'appannaggio al pontefice previsto dalla legge delle guarentigie di L. 3.225.000 annue.