Rassegna storica del Risorgimento

Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <178>
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Carlo M. Fiorentino
In effetti, almeno nei primi anni del suo pontificato sembrerebbe che Leone XIII avesse veduto con favore la partecipazione dei cattolici alla vita politica, pur nel quadro di un disegno generale che doveva riportare la religione cattolica al centro della vita sociale e culturale italiana. Questo intervento dei cattolici alle elezioni doveva costituire se non la premessa di una vera e propria conciliazione, almeno l'inizio di un avvicinamento tra Chiesa e Stato; avvicinamento i cui segnali non erano mancati, come abbiamo visto, nei primi anni del pontificato leoniano.6 Peraltro secondo Kulczycki il vero motivo del rifiuto di partecipare alle elezioni da parte dei vertaci del movimento cattolico non era tanto di natura ideologica, quanto di natura politica:
Uno dei motivi dell'astensione dei cattolici fu la divergenza dei pareri tra il Papa e i capi del partito cattolico, circa alla linea di condotta di quest'ultimo, qualora fosse intervenuto nelle elezioni. Il Papa voleva che si votasse per la destra e colla destra. I capi dei partito invece sostenevano che bisognava votare per la sinistra, primo perché i ministri di sinistra sono assai più arrendevoli e più trattabili nelle quistioni religiose, secondo perché i dissidenti di sinistra rappresen­tano un elemento di dissoluzione dell'unità italiana. Leone XHt non approvava questa alleanza col radicalismo.
Ora si cerca di dare un indirizzo più uniforme al partito cattolico, che trarrà vantaggio dalla riforma elettorale nelle nuove elezioni, e quindi concorrerà tutto questa volta.
Più che i dissidi interni furono comunque gli incidenti della notte del 13 luglio 1881 a segnare molto probabilmente una battuta d'arresto nella strada dell'avvicinamento del partito cattolico alla vita politica italiana. Quegli incidenti, avvenuti durante il trasporto della salma di Pio IX da S. Pietro alla basilica di S. Lorenzo fuori le mura, riportarono la situazione ai tempi della contrapposizione più radicale fra i due poteri civile e spirituale seguita alla breccia di Porta Pia. Si tornò insistentemente a parlare in
Cfr. F. MAZZONIS, L'Unione Romana e la partecipatone dei Cattolici alle elezioni amministrative in "Roma (1870-1881 )t in Storia e Colitica, a. IX (1970), pp. 247 sgg.
* Kulczycki a Correnti, Roma, 9 giugno 1880.
* GÈ incidenti che si verificarono nella notte del 13 luglio 1881 in occasione del corteo funebre che trasportava il feretro di Pio IX da S. Pietro alla basilica di S. Lorenzo a Campo Verano furono senza dubbio ì più gravi in assoluto fra quelli accaduti tra cattolici e radicali durante tutto il periodo liberale per la particolare circostanza in cui si erano verificati. Gli assalitori riuscirono ad aprirsi un varco tra la forza pubblica, aggredire i partecipanti alla processione e manifestare con grida e atteggiamenti minacciosi addirittura l'intenzione di gettare nel Tevere il feretro di Pio IX. Ma fu soprattutto la forza dell'ordine che mancò ai suoi doveri, non prevenendoli