Rassegna storica del Risorgimento
Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
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1997
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Carlo M. Fiorentino
In effetti una parte della stampa cattolica estera si era proprio in quel torno di tempo pronunciata per la conferma del non expedit, temendo che la partecipazione dei cattolici alle urne avrebbe prima o poi portato alla conciliazione tra Chiesa e Stato e rafforzato l'Italia dal punto di vista diplomatico.
Nell'estate dell'anno successivo il conte Kulczycki fu ospite in Frascati a Villa Muti, dove ebbe occasione di fare la conoscenza del card. Alimonda, arcivescovo di Torino, anch'egli in villeggiatura nella cittadina laziale in una residenza poco distante dalla sua. Nell'occasione Kulczycki scrisse due lettere al Correnti, nelle quali non solo si garantivano le buone disposizioni del nuovo arcivescovo di Torino verso l'Italia (lettera del 23 agosto 1883), ma anche le premure di Leone XIII, affinché (secondo le sue testuali parole, a quanto garantiva Kulczycki) il Re mandasse le carozze [sic] di corte alla stazione a prendere il cardinale. In un primo momento sembrava che Umberto I volesse davvero aderire al desiderio del papa, tanto che nella lettera del 19 novembre successivo lo stesso Kulczycki doveva scrivere:
Ho visto con piacere nei fogli che S. M. voleva mandare le carrozze di Corte all'arcivescovo di Torino. Bisogna assolutamente accarezzarlo. Ritenga questo come quasi certo, perché risoluto sino da questo momento dai più in-
72) Cfr. SODERINI, Il pontificato di Leone XJH7 cit, voL II, pp. 21-22. Il Sode-rini, però, ritiene che la decisione di recedere dall'idea della partecipazione dei cattolici alle elezioni polìtiche fu presa autonomamente dal papa, dacché era tal uomo e nessuno lo ignorava da chiudere la bocca a chiunque, dicendo esser a fiate che riguardava lui soltanto (p. 22). Cfr. anche G. DE ROSA, Storia del movimento cattolico in Italia, cit, pp. 224 sgg.
) Il card. Gaetano Alimonda (1818-1891), nativo di Genova, all'inizio della sua carriera ecclesiastica era orientato in senso intransigente, e fu uno dei fondatori dell'Armonia. Dopo l'Unità, però, si avvicinò progressivamente ai Savoia e all'Italia. Nel 1877 fu nominato da Pio IX vescovo di Albenga, e due anni dopo ottenne da Leone XI li la porpora e il titolo di S. Maria in Traspontina. H 9 agosto 1883 fu nominato arcivescovo di Torino e nel giro di pochi giorni il governo italiano concesse Xexequatur (ACS, Min. dell'Interno, Dir Gen. Affari di Culto, busta 129, fase. 318). Negli anni in cui fu arcivescovo di Torino il card. Alimonda pubblicò alcuni opuscoli che incitavano i cattolici a partecipare alle elezioni politiche. Su questo prelato v. il giudizio, velatamente càrico, di R DE CESARe, // conclave di Leone XIU', cit, pp. 552-553; ed il breve ma denso profilo biografico di F. PONZI, in DBI, 2, Roma, 1960, pp. 456-457.
' Lettera a Correnti del 17 settembre 1883. Kulczycki aveva anche aggiunto in questa lettera che il papa aveva parte notevole nella redazione della pastorale che il porporato proprio durante il suo soggiorno nella cittadina laziale stava preparando in occasione del suo primo incontro con i fedeli della nuova diocesi