Rassegna storica del Risorgimento
Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
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1997
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Il conclave di Leone XIII
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fluenti tra i cardinali: il cardinale Alimonda è il Papa futuro, e la salute di Leone XHI va declinando.75*
Tuttavia le migliori disposizioni in favore del nuovo arcivescovo andarono deluse: in occasione dell'ingresso a Torino nel dicembre 1883, 1 Alimonda non potè essere ricevuto con tutti gli onori dai fedeli perché il prefetto, non sentendosi in grado di garantire l'ordine, non autorizzò alcuna manifestazione pubblica in suo favore.
Peraltro le stesse pressioni del partito intransigente in Vaticano spingevano il papa a porre degli argini alla sua politica di avvicinamento ali Italia, Le manifestazioni civili in favore della monarchia o le manifestazioni anticlericali davano il pretesto al partito intransigente in Vaticano per allontanare il papa da questa via e convincerlo, forzando la sua stessa volontà, ad adottare una politica di contrapposizione con l'Italia. Nella lettera del 22 gennaio 1884 Kulczycki scriveva che Leone XIII era rimasto profondamente colpito e commosso dall'imponenza del pellegrinaggio nazionale alla tomba di Vittorio Emanuele, nonostante i prelati più retrivi avessero pronosticato l'insuccesso di tale manifestazione. Egli si era ripromesso quindi nel concistoro che si doveva tenere di li a qualche settimana ài prendere spunto da questo pellegrinaggio nazionale per ridestare in Italia e in Europa l'antico fervore dei pellegrinaggi religiosi ed animare tutte le nazioni cattoliche ad accorrere in folla ad limina apostolorum . I cardinali reazionari presenti in Curia (Bilio, Chigi, Bartolini, Franzelin, Ricd-Parracciani, Panebianco, Ferrieri e altri), però, con il concorso dei cardinali francesi e spagnoli insistevano affinché il papa inserisse nell'allocuzione un'esplicita condanna dei pellegrinaggi nazionali, così da gettar una specie d'anatema sulla memoria del Grande Re.
' A proposito della futura elevazione del card. Alimonda alla cattedra di Pietro, asseriva qualche anno dopo il De Cesare con quel realismo e quel lieve sarcasmo che contraddistinguevano i suoi scritti: Per un pezzo si è creduto essere l'Alimonda il successole più probabile di Leone XIII. La sua fama di santo più che di politico è cresciuta, durante k sua assenza da Roma, ma non la giudico bastevole a portarlo al papato. L'essere suddito del re d'Italia, quale legittimo re di Piemonte, gli aliena molti in questo momento; né altri si sentirebbero attratti a lui dopo l'ultimo libro. Egli appare ad alcuni equivoco; ad altri inconsistente e debole; a tutti un papa da sermone, non da governo (R DE CESARE, Il conclave di Leone X07, cit, p. 553). La candidatura deU'Alimonda a successore di Leone XHI, comunque, non si pose nemmeno, perché l'arcivescovo di Torino precedette Leone XHI nella tomba di ben dodici anni.
76) Cfc E, SODERINI, Il pontificato di Leone XIII, cit, voi. II, pp. 104-105,
Anche in questa occasione i fatti dovevano smentire le pessimistiche previsioni del Kulczycki Intatti nell'enciclica dell'8 febbraio 1884 (Nobilissima Gallorum gens)s Leone Xm non faceva nessun accenno alle manifestazioni in onore del defunto