Rassegna storica del Risorgimento
Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
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Il conclave di Leone XIII
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Queste notizie positive provenienti da un eminentissimo sono destinate per mezzo di V. E. a Sua Maestà, alla Quale si compiacerà forse di communicarle [rie].
Mille affettuosi ossequi.
39. 2
Roma, 10 febbraio 1878
m.mo Signor Commendatore
La prima seduta del Sacrò Collegio, l'altro jeri, fu burascosissima [sic], ed infatti il cardinale Di Pietro, sottodecano volle levarla come racconta VItalie, ma i cardinali oppositori risposero: Faremo a meno di Lei. La seduta di jeri fu più breve e più calma; nulla fu ancora deciso per il luogo del Conclave. La maggioranza dei cardinali residenti in Curia sarebbe di parere di rimanere in Roma; ma si ignora ancora il parere dei cardinali esteri, né si sa quali istruzioni porteranno dai rispettivi loro governi. H parere del cardinale di Schwarzemberg, che arriva stasera, avrà un grandissimo peso.
Una delle più gravi difficoltà per tenere il Conclave a Roma consiste nel trovate il luogo, da dove si possa dire al popolo; Habemus Pontiftcem. Secondo tutti i cardinali è una delle formalità più importanti del Conclave. Se proclamassero il nuovo Pontefice dalla loggia della basilica Vaticana, dove il Papa soleva dare la benedizione urbi et orbi, ciò, a parere di molti cardinali e del corpo diplomatico presso la S. Sede, sarebbe una funzione pubblica ed equivarrebbe a una transazione coll'Italia. Si penserebbe adunque di fare questa proclamazione nel cortile dei Papagalli [sic] o di San Damaso, ma si teme che agli occhi della cattolicità questo modo venga considerato come una mancanza della formalità la più essenziale, cioè della proclamazione pubblica del Pontefice.
Il cardinale camerlengo ha deciso di togliere il veto alle quattro potenze cattoliche, e ha dichiarato agli ambasciatori che nello stesso modo che i governi abbandonarono la Santa Sede nelle sue critiche circostanze, questa non si crede in dovere di ammetter la loro esclusiva. Fu deciso nella congregazione di jeri che il gran catafalco in mezzo a San Pietro non si farà, essendo funzione pubblica, mentre l'esposizione del cadavere nella cappella del Sagramento è una condizione, al pari della proclamazione pubblica del nuovo Papa, della validità della futura elezione.
Fu una vera fatalità che io non seppi nulla della malattia di monsignor Bella. Il suo cameriere idiota andò ad avvertire tutti fuori che me. Seppi che mgr Bella, prima di morire, disse parecchie volte: Io voglio il commendatore Correnti, gli voglio consegnar le mie carte pel Re . Monsignor Bella possedeva carte di un'importanza straordinaria; ne aveva un tiratojo pieno, e specialmente autografi di Pio IX in quantità. Appena morto i suoi fratelli, coi quali viveva in urto, s'impadronirono delle carte e dei denari, lasciando il cadavere. Il segretario-cameriere, l'idiota, andò a chieder 500 lire al capitolo di San Pietro per far il funerale. Ora bisognerebbe che Ella reclamasse dai due fratelli, Pietro e Francesco Bella dimoranti a Ferentino, le carte, delle quali essi faranno vile mercato.
I miei più sinceri rispetti.