Rassegna storica del Risorgimento
Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
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1997
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Il conclave di Leone XIII 189
3) Che il giorno dell'elezione del nuovo Papa si faccia far la solita illuminazione e che tutti gli stabilimenti governativi siano illuminati.
4) Che al momento della proclamazione del nuovo Papa spari il cannone del forte Sant'Angelo.
Ecco quanto posso farle conoscere. Non so se sono notizie divulgate o no, ma il mio scopo non è di fornire notizie non divulgate, ma bensì dietro il suo cortese invito, di farmi l'interprete presso di Lei di alcuni amici che conservo ancora nell'altro campo.
Mille saluti di V.E. devotmo.
N. 4
Roma, 13 febbraio 1878 mezzogiorno
Ill.mo Signor Commendatore
Gli ambasciatori presso la Santa Sede avevano offerto al cardinale Camerlengo di spiegare le bandiere delle potenze sul Vaticano, nel caso che i cardinali volessero partire; queste bandiere, compresavi quella dell'Inghilterra, dovevano impedire un'occupazione del palazzo Apostolico per parte del Governo; ma la risoluzione presa di tenere il Conclave a Roma ha resa inutile questa misura. Questa risoluzione, presa definitivamente prima dell'arrivo dei cardinali esteri, si deve a molte considerazioni, ed in parte alle relazioni alquanto tese della Santa Sede col Governo francese, giacché i cardinali sarebbero andati solo a Nizza, e non altrove. Però il cardinale camerlengo, il quale spiega una straordinaria energia, è tornato a dichiarare che qualora fossero menomamente molestati nel Conclave partirebbero subito. Ha aggiunto, che se mentre stanno in Conclave si aprisse il Parlamento e vi fosse qualche mozione per l'abolizione delle guarantigie o qualche discorso radicale contro i diritti della Santa Sede, ciò basterà per farli partire tutti immediatamente. U Conclave sarebbe continuato in terra straniera.
Il cardinale camerlengo ha scoperto una quantità di abusi nel Vaticano, ed è stato senza pietà. Ha castigato e cacciato molte persone. Egli prende misure rigorosissime onde il laicato non abbia più influenza negli affari della Chiesa, ed è in completa rottura colla Società degli interessi cattolici, che aveva preso un tale sopravvento sotto Pio IX, e che ora osteggia apertamente il Pecci. Il marchese Cavalletti scrisse a quest'ultimo una lettera pregandolo a volere permettere che i nobili romani, invece dei sediari e dei palafrenieri di palazzo, avessero l'onore di trasportare la salma del defunto Pontefice nella cappella del Sacramento. A questa domanda il camerlengo rispose con un biglietto di cui ecco la copia:
La salma del defunto Pontefice sarà trasportata nella basilica Vaticana come lo sono stati sempre gli altri pontefici, e mi meraviglio che mi si facciano da Lei, Signor Marchese, simili proposte. Aggradisca ecc. firmato Il Camedengo di Santa Romana Chiesa.
Questo biglietto ha eccitato le ire di tutti i nobili romani e della federazione piana contro il card. Pecci, e le insinuazioni che fanno potranno influire sull'elezione di questo porporato, il quale ha dimostrato troppo carattere per un dignitario che capeggia. Crescono invece; le possibilità per il cardinale Sacconi, per il quale tatti i cardinali Spagnuoli hanno già promesso di votare. Egli non avrebbe l'esclusiva né dell'Austria né della Spagna, se gli ambasciatori, che lavorano ed