Rassegna storica del Risorgimento

Santa Sede. Storia. Epistolari. Secolo XIX
anno <1997>   pagina <190>
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Carlo M. Fiorentino
intrigano a tutta possa, riescono a ristabilire e mantenere il veto delle potenze. Invece il card. Bilio, penitenziere maggiore, raccomandato da Pio IX morente per suo successore, avrebbe il veto dell'Austria, mentre per il Sacconi si temerebbe quello della Francia, ove fu nunzio.
Credo adunque che V. E. farebbe bene di consigliare di non aprire il Parla­mento prima della fine del Conclave, giacché questo provvidenzialmente si tiene in Roma.
Sono di V. E. con tutta stima ed amicizia.
N. 5
Roma, 15 febbraio 1878
IlLmo Signor Commendatore
Interrogai stamattina un cardinale relativamente all'elezione del cardinale Bo-naparte, ed egli ne rise e mi disse confidenzialmente che non vi era la minima possibilità e che è assolutamente falsa la notizia di un discorso, che il cardinale-camerlengo avrebbe tenuto in proposito raccomandando ai suoi colleghi la scelta del Bonaparte. Questo porporato è assolutamente privo d'ingegno, è una nullità perfetta. Non ha mai studiato teologia, ma solo un poco di filologia, ed è di una straordinaria timidità di carattere. Monsignor de Merode gli diceva spesso in presenza del Papa: Che Vostra Eminenza stia zitta! e il Bonaparte taceva. L'elezione del cugino di Napoleone III sarebbe mal veduta dagli altri partiti in Francia, che non manderebbero più il denaro di San Pietro. Tutti gli odi che esistono in Europa contro la famiglia Bonaparte si rivolgerebbero contro la Santa Sede. Nel caso Napoleone IV tornasse imperatore, il Papa Bonaparte sarebbe troppo ligio alla Francia, e non avendo né spirito né forte volontà, invece di governar l'imperatore si farebbe governare da Rouher e dagli altri bonapartisti I cardinali preferiscono l'impero alla repubblica in Francia, ma non vorrebbero mai un Papa cugino dell'imperatore. Il cardinale Fesch non potè essere eletto e il cardinale Luciano non lo sarà.
Crescono le probabilità per il cardinale Sacconi. H cardinale Pecci si è fatto una quantità di nemici in pochi giorni colla sua severità. Ieri poco c'è voluto che non cacciasse monsignor Ricci dal Vaticano per avere dicesi fatto entrare o tollerato che facessero entrare l'on. Nicotera e la signora Minghetti alla cerimonia della tumulazione di Pio IX.
Di più i suoi colleghi gli rimproverano:
1) Di essere andato in mantelletta, nei 1848, incontro a Gioberti che passa­va per Perugia.
2) Di avere impedito che Perugia fosse fortificata dopo le stragi e di avere cambiato la cittadella di quella città in monastero.
3) Di avere spiegato la bandiera italiana sul vescovato per festeggiare l'an­nessione di Venezia all'Italia.
4) Di avere molta amicizia con monsignor Vecchiotti.
5) Di essere stato lodato dall'onorevole Bonghi in un articolo che gli fece gran torto.
6) Di discendere da un'umile famiglia di Carpineto e di avere moltissimi pa­renti poveri ed oscuri.